#RawDiamonds

#RawDiamonds: Dango Ouattara

Nella vita si dice che i giorni importanti siano due o tre, mentre il resto sia puro volume.

Personalmente non sono granché d’accordo, ma qualora fosse così il protagonista dell’articolo di oggi sarebbe già a buon punto.

La prima rete fra i professionisti è quella che la scorsa stagione regala la permanenza in massima serie per Les Merlus.

Con la nazionale regala al Burkina Faso uno storico approdo alle semifinali di Coppa d’Africa, marcando la rete decisiva sulla Tunisia.

Rete storica per i burkinabè

Insomma a solo vent’anni già abbiamo un paio di date importanti scolpite nella pietra.

Il protagonista di questi gesti lo avrete capito è l’ala burkinabè Dango Ouattara, grande rivelazione di questo inizio di Ligue1 con la maglia del Lorient.

Biografia

Dango Aboubacar Faissal Ouattara nasce l’11 febbraio 2002 nella capitale burkinabé Ouagadougou.

Cresce calcisticamente nel paese natale; formandosi nel club Academie Foot Plus, società dedita alla formazione e alla crescita di giovani atleti, una tipologia di istituzione piuttosto diffusa nell’Africa Subsahariana.

Il percorso giovanile di Dango è certamente di rilievo. Infatti viene notato tanto dai club locali che da Alain Traorè, calciatore burkinabè con un passato a buon livello in Europa sopratutto con le maglie di Auxerre e Lorient.

Alain Traorè ai tempi del Lorient.

Nel 2019 avviene il primo step di carriera. Ouattara si unisce infatti al Majestic SC, squadra fra le più importanti della prima divisione nazionale. L’esperienza è positiva, pur con le difficoltà legate alla giovane età.

11 presenze e 5 marcature alla prima esperienza di calcio adulto non sono niente male e molti scout europei iniziano a girare dalle parti di Ouagadougou, ronzando come api sul miele.

A riuscire ad ottenere la firma sul contratto è il Lorient, sopratutto grazie ai buoni uffici e alla buona relazione con la leggenda del calcio locale Alain Traorè che consiglia fortemente a Dango la società bretone, per la qualità delle sue strutture e del suo corpo tecnico.

Camicia di livello.

Ouattara arriva in Bretagna a inizio stagione 20/21.

Con l’onda lunga del covid ancora in corso il salto culturale diventa ancora più complesso, ma tutto sommato il giovane burkinabè reagisce bene.

La società decide di lasciargli una stagione di ambientamento nella squadra riserve, anche se Dango scende poco in campo.

Non si tratta però di una bocciatura, anzi.

Lo staff della prima squadra bretone lo tiene sotto stretta osservazione e già a marzo 2021 Ouattara viene convocato per la prima volta con Les Merlus, in una gara di coppa di Francia.

Non è ancora giunto il momento dell’esordio che arriverà con l’inizio della stagione seguente, sostituendo Terem Moffi nel recupero del pareggio per 1-1 in casa del Saint Etienne.

Dal pino.

Nell’annata 21/22 l’attuale numero 11 diventa un uomo di rotazione di coach Pellisier. Non è un titolare inamovibile, anzi, ma inizia a mettere minuti nelle gambe, dando respiro al titolare, ora al Sassuolo, Armand Laurienté.

A fine anno saranno 25 i gettoni di presenza, per lo più spezzoni di gara, conditi da due assist, ma sopratutto dalla rete decisiva nella vittoria per 1-0 sul Metz che determina la permanenza in Ligue1 degli arancioneri.

Ovviamente il talento dimostrato e la regolarità trovata in campo apre a Dango anche le porte della nazionale maggiore, prendendo parte alla Coppa d’Africa 2022.

La spedizione burkinabè è un successo inatteso, con la nazionale che raggiunge a sorpresa le semifinali dove si arrende solo ai futuri campioni del Senegal.

In gol.

Per Ouattara è una esperienza fondamentale. È lui infatti l’eroe nazionale, merito di una rete decisiva messa a segno contro la Tunisia ai quarti, rete che ovviamente permette l’accesso al turno successivo, ma che a livello personale regala una nuova consapevolezza e fiducia nel giovane esterno.

Dalla competizione continentale in avanti infatti si evidenzia un cambio di passo nel gioco di Ouattara, sia dall’esterno che a detta di compagni di squadra e tecnici.

Il ragazzo schivo, composto ed educato prende coraggio e fiducia nei propri esorbitanti mezzi atletici e tecnici ed inizia a osare di più in campo, con le conseguenze già dette.

Atleta.

In estate c’è un cambio di guida tecnica a Lorient, con la promozione di Regis Le Bris dalla squadra riserve alla prima.

Una buona notizia per Dango, stimato e apprezzato sin dal suo arrivo dal tecnico.

Non che Pellisier nutrisse dubbi sul talento burkinabè, ma è subito chiaro che Le Bris punta molto sul numero 11.

Il mercato conferma questa impressione.

Armand Laurientè lascia il club e il nostro diventa titolare inamovibile.

E inizia sin da subito a far vedere quanto questa scelta fosse esattamente ciò che serviva a Les Merlus.

Ad oggi dopo otto giornate i bretoni occupano il terzo posto in classifica, con 19 punti frutto di 6 vittorie, un pareggio ed una sconfitta.

Si sono presi scalpi importanti come quelli di Rennes e OL, ma sopratutto stanno mostrando un calcio intelligente, funzionale e cucito su misura sui talenti della rosa.

Enzo Le Fee è il piccolo genio creativo del centrocampo, Terem Moffi è tornato a segnare con temibile regolarità, ma sopratutto Ouattara viaggia a medie produttive pari solo a quelle delle stelle del PSG.

Moffi e Ouattara, duo pericoloso.

Il talento di Ouagadougou è senza ombra di dubbio la chiave nella crescita del club bretone, una gemma luminosa che sta trascinando un collettivo buono, ma non certo eccezionale, a risultati insospettabili.

La domanda è ovviamente se questi ritmi e queste prestazioni saranno sostenibili nel tempo, ma nel frattempo la Bretagna si gode i suoi merluzzi che sguazzano nelle acque dell’alta classifica, come non accadeva da tanto tempo, grazie a questo ragazzo timido e introverso arrivato da lontano.

Caratteristiche tecniche

Dango Ouattara rappresenta l’archetipo dell’esterno offensivo africano per molti versi. Atleticamente impressionante, dotato di velocità, accelerazione e cambio di passo di altissimo profilo, sa sfruttare magistralmente il suo motore atletico negli spazi aperti dove è praticamente dominante anche grazie ad una struttura fisica solida.

177 centimetri, buona forza fisica, agilità, elevazione e resistenza completano il quadro di un calciatore estremamente performante dal punto di vista meramente atletico.

Scatto da duecentista.

Tatticamente come detto si tratta di un esterno offensivo.

Statistiche comparate di Ouattara con i pari ruolo nei Big5.

A proprio agio su entrambe le fasce, quest’anno sta facendo vedere il meglio del suo repertorio giocando a sinistra, mentre lo scorso anno la presenza di Laurentie lo dirottava solitamente a destra.

Non è un esterno da binario, sa entrare nel centro del campo con facilità e creatività, sopratutto in fase di transizione dove con la sua capacità di condurre palla riesce spesso a spezzare in due la difesa avversaria, creando il caos.

È creativo, riesce a creare costantemente situazioni di pericolo creando 1.5 grandi occasioni a gara per se o per i compagni. Efficace nel dribbling, pur senza concedere troppo alla fantasia, usa bene il suo dominio atletico e di velocità per superare gli avversari.

Qualità del dribbling.

In effetti i quattro assist vincenti stagionali sarebbero potuti essere ben di più se i compagni avessero avuto una maggior precisione.

Ad onor del vero forse in parte la responsabilità è da attribuire proprio a Ouattara. Il ragazzo infatti non possiede una tecnica particolarmente pulita nel fondamentale del passaggio e del cross, non brillando per raffinatezza.

Un misero 58% di precisione è un dato deficitario, su 13 passaggi completati a gara, pur considerando lo stile di gioco molto diretto e poco ragionato del Lorient, che punta più sugli strappi palla al piede che sulla manovra classica.

Risulta ingeneroso definire poco preparato tecnicamente Danga, visto che la sua capacità di conduzione risulta notevole, il primo tocco è di buon livello e nella battuta a rete sa essere piuttosto preciso, come dimostra la splendida punizione messa a segno contro il Nantes.

Sta per andare al sette.

A livello offensivo il suo gioco si caratterizza quindi per una veste molto fisica e diretta, una ricerca costante della verticalità e del duello, che è senza dubbio la specialità della casa, con 5.8 duelli vinti a partita con una percentuale di successo del 52%.

La capacità di mettere pressione dal punto di vista atletico si ripropone anche nel gioco aereo. Ouattara non è un cestista, ma grazie a volontà ed elevazione si dimostra un osso duro in questo ambito., vincendo oltre il 40% dei contrasti aerei, numero non disprezzabile.

Più inserimenti: più esultanze.

Per l’ex allenatore Pellisier il numero 11 può crescere molto anche dal punto di vista della pericolosità offensiva, per quanto concerne gli inserimenti volanti in area avversaria dove dovrebbe iniziare a raccogliere maggior successo.

La fase offensiva è certamente il pezzo forte del repertorio del burkinabè, ma a differenza di molti colleghi Dango vuole e sa essere pure un fattore anche in fase di non possesso.

Con lui il pregiudizio che vede l’attaccante esterno astenersi dalla fase difensiva cade miseramente.

Ouattara è infatti un elemento chiave dell’impianto tattico del Lorient, dove i suoi recupero palla rappresentano uno degli inneschi principali delle micidiale transizione dei Merluzzi.

La tecnica però non è proprio ortodossa. Dango infatti come tutta la squadra accetta di schiacciare il baricentro verso la propria porta attaccando poi ferocemente la seconda linea di possesso avversaria, sopratutto quando la palla passa sulle fasce.

In questa particolare situazione di gioco l’esterno è molto abile per tempismo e decisione nel portare il contrasto alle spalle del portatore di palla, per provocare un recupero e transizione fulmineo.

Sorpresa.

Insomma come dice Capitan Abergel un calciatore efficiente, anzi Mister Efficenza, come è stato soprannominato nello spogliatoio, magari non canonico, non classico, ma con i risultati che parlano per lui.

Se mi posso concedere un paragone cestistico un po’ irriverente Dango difende un po’ alla Kobe Bryant. Il compianto cestista dei Lakers infatti aveva il permesso di coach Phil Jackson di prendersi delle licenze difensive in cui cercava il recupero palla, raddoppiando alle spalle qualche avversario senza però preoccuparsi del diretto avversario. Tradotto in baskettese: tanti recupero, ma tanti possessi a difendere 4vs5.

Nel calcio questa situazione tattica premia e punisce meno, ma ci da una idea di come è impostato il canovaccio tattico del Lorient.

Evoluzione

Mister Efficenza sta godendo di un inizio di stagione eccellente, anche grazie sl contesto tattico cucito di misura alle sue qualità e a quelle dei compagni da coach Le Bris.

Azioni decisive nei Big5

Le qualità atletiche sono evidenti ed indiscutibili, ma sulla tecnica e sulle letture tattiche l’impressione è che il contesto stia nascondendo molti dei difetti del ragazzo, che dovrà lavorare alacremente per passare ad un livello successivo.

Ad oggi infatti immaginare Dango doversi barcamenare in spazi stretti o tessere trame particolarmente arzigogolate è chiaramente poco verosimile.

Datemi campo.

L’attaccante esterno burkinabè deve infatti crescere molto in queste situazioni e cercare di dare maggiore variabilità al suo gioco, crescendo sotto diversi punti di vista, tatticamente e tecnicamente.

Tuttavia è anche vero che Ouattara ha saputo rispondere presente ad ogni sfida che la sua carriera gli ha proposto, crescendo e migliorando in funzione delle richieste del contesto.

In conclusione siamo davanti ad un attaccante molto moderno, abile in transizione, minimalista nella tecnica, ma efficace, discretamente abile nel pressing alto e nel recupero palla. Per certi versi cucito su misura per un calcio ad alta intensità e ribaltamenti di fronte, nel più puro stile gegenpressing alla Klopp.

Stella nazionale.

Con la giusta guida tattica ed esperienza può diventare un calciatore molto importante.

Vestito in bianconero

Duole dirlo, ma la Juventus di Allegri e il Lorient di Le Bris non giocano poi in maniera così diversa fra loro, con la differenza che i bretoni sono una compagine modesta e senza grandi ambizioni di classifica aldilà di una comoda salvezza, mentre noi…

I blocchi bassi, le transizioni lunghe ed il grande dispendio atletico sono pane per i denti di Ouattara che in un ipotetico destino juventino potrebbe risultare un buon innesto in questo contesto, portando energia, dribbling ed entusiasmo ad un collettivo mentalmente ed atleticamente scarico.

Involontari dipinti rinascimentali.

Il rischio però è il cosiddetto effetto Krasic, ovvero che con l’innalzamento del livello del contesto il calciatore possa rivelarsi molto meno incisivo.

Dalla sua però il burkinabè ha ancora notevoli margini di miglioramento e crescita, oltre ad un motore atletico di altissimo profilo.

Protezione palla.

Non è la tipologia di acquisto da Juventus, storicamente poco attenta al mercato africano, ma proprio per questo potrebbe rappresentare un ipotetico cambio di rotta molto gradito.

Conclusione

La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso.

Mi perdonerete la citazione da Smemoranda di inizio millennio, ma Dango Ouattara pare collimare con questa affermazione.

Vola calabrone.

E non è per la livrea arancio nera della maglia del Lorient, ma effettivamente non è possibile che un calciatore con il suo pedigree stia facendo numeri al pari di Messi e Neymar.

Eppure Dango continua a macinare sulla fascia, falcata dopo falcata, Con le potenza di un atleta olimpico.

Il futuro non è un qualcosa che possiamo conoscere, ma il presente ci parla fu un ragazzo fra i più decisivi di questo inizio di stagione, una lieta sorpresa con tanti interrogativi a cui rispondere, ma che settimana dopo settimana ha messo a tacere gli scettici che via via si sono palesati.

Primo tocco non male.

Sarà un po’ rozzo tecnicamente, tatticamente non così perspicace, magari monocorde nel gioco, ma Dango Ouattara è uno concreto, poco avvezzo alle cerimonie ed estremamente efficace. E lo dimostrerà ancora ed ancora fino a che sarà necessario.

Riassunto

Stefano Follador

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