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Juvengers #ForJu

#FourJu

Per la prima volta presentiamo il nuovo format di Juvengers, #FourJu. In cosa consiste? Ciclicamente, quattro dei ragazzi dello staff risponderanno ad alcune domande sui temi più caldi del momento.

I quattro partecipanti di questo primo appuntamento sono Salvatore Amato (S.A.), Livio Cantagallo (L.C.), Stefano Follador (S.F.) e Daniele Mulazzani (D.M.).

1°: Nelle ultime settimane il tema più in voga nel calcio italiano è il futuro di Massimiliano Allegri. Vi chiedo come andreste a gestire la situazione, ma soprattutto quante colpe addebitate al tecnico bianconero.

S.A.: Il mister ha molte colpe in quasi un anno e mezzo non ci sono stati miglioramenti e a livello atletico sono abbastanza preoccupato. Per quanto riguarda il suo futuro io darei la sosta del mondiale come data-ultimatum, se non ci sarà una svolta e se dovessimo davvero uscire ai giorni di Champions una sua permanenza oltre quella data per me diventa impossibile.

L.C.: Da Allegriano che non aveva mai accettato l’allontanamento del 2019 ammetto di essere rimasto stupito lo scorso anno, ma attualmente soprattutto deluso dalla partenza di questa stagione. Attenzione: non parlo solo del campionato, ma persino dal ritiro e dalle amichevoli estive, dove purtroppo già si percepivano le tribolazioni, dubbi e mancanze poi palesate nel primo mese di campionato. Tutto ciò assomiglia sinistramente alla parabola dell’Allegri milanista, il quale non fu capace di trovare un punto di svolta fino al suo esonero.. Ora: da noi Max è riuscito a fare quanto servirebbe ora non una, ma due volte. Nel 2015-16 con l’incredibile rimonta degli 1-0 fissi (grazie alla BBBC) e nel 2016-17 con la svolta d’attacco che ci portò a 45min dalla Champions. Mi chiedo: quest’anno su cosa si può fondare la svolta? Super difesa? Non credo. Super centrocampo? Non scherziamo.. Super attacco? Possibile, ma solo con tutti al massimo, a partire da Chiesa, Pogba e Di Maria. In definitiva la vedo molto dura stavolta per Max.

S.F.: Onestamente non feci i salti di gioia quando Allegri fu richiamato. Non per mancanza di stima verso il tecnico livornese, ma perché convinto che questa fase della storia bianconera necessitasse un tecnico diverso. 

Oggi la situazione è oggettivamente complessa. Da fuori il tecnico pare aver perso lo spogliatoio, la lucidità ed il pragmatismo che lo caratterizzavano, probabilmente per un arroccamento sulle proprie idee calcistiche. I risultati sono deficitari, l’ambiente è depresso e niente sembra andare nel verso giusto. Con un contratto meno blindato, folle il vincolo stipulato da Agnelli, Allegri sarebbe già a Livorno a godersi l’ultimo sole estivo. Tuttavia per per i conti della Juventus la cacciata di Max sarebbe un salasso, l’ultima ratio applicabile solo in caso disperato. Personalmente vorrei capire che aria si respira dentro lo spogliatoio, ma credo che Allegri resterà in sella almeno fino al mondiale, tranne in caso di buco nero a livello di risultati. Con il 2023 si rivaluterà il tecnico, ma non credo che il prossimo anno Max possa sedere ancora sulla nostra panchina. Quante colpe addebitargli? Tante quante addebitare alla società ed ai calciatori. Perché in una società gli errori si condividono, almeno durante la stagione. Poi a bocce ferme si valuta ciascuno. Aggiungo che ad Allegri non perdono le ultime uscite mediatiche, di bassissimo livello per uno che ci aveva abituato a una grande capacità comunicativa. Nessuna ammissione di responsabilità, nessuna voglia di prendere un po’ di colpe su di se, scaricando i calciatori in maniera inadeguata e controproducente. 

D.M.:  Il tecnico bianconero è responsabile, come i giocatori, la dirigenza e la  proprietà.Dato che è una situazione che si protrae da alcune stagioni, non è possibile escludere nessuno dal novero dei colpevoli. Non fosse per un maxi contratto pluriennale avrei interrotto il rapporto con Allegri. Non conosco, in tutta onestà, se vi siano possibilità economiche per un ulteriore tecnico.

2°: Il primo mini-ciclo di partite è stato indubbiamente sotto le aspettative di chiunque. Cosa vi aspettate da questa seconda parte di stagione, non solo in termini di risultati? 

S.A.: Mi auguro che ci sia una vera e propria reazione, le partite si possono anche perdere ma almeno devi giocartele o rimanere almeno in partita fino al termine e non sparire dal campo dopo 20-25 minuti come accaduto in questo mini-ciclo. 

L.C.: Il primo mini-ciclo di partite è stato indubbiamente un disastro, mi permetto di correggere 🙂 Battute a parte, nei 45 giorni che ci separano dalla pausa mondiali mi aspetto PERLOMENO un cambio di atteggiamento in campo, un po’ più di ordine nei giocatori, ma soprattutto uno straccio di idea di gioco.. I risultati devono essere in cima ai pensieri ora come ora, però mi aspetto almeno che la squadra scenda in campo con l’idea di seguire uno spartito prefissato, come fatto a sprazzi contro Sassuolo, Roma e Benfica e che soprattutto sappia reagire alle situazioni estemporanee che accadono nei 90 minuti. Restiamo ottimisti, e cerchiamo da un lato di agguantare il secondo posto in Champions e restare in scia delle prime in campionato la sera del 13 Novembre prossimo.

S.F.:la sensazione è che non ci sarà un cambio di rotta. La squadra sembra estremamente in difficoltà da tutti i punti di vista. Sia tecnico, tattico, fisico o mentale. Difficile recuperare. La Champions credo sia praticamente andata, con il danno economico che rappresenta. In campionato qualcosa si può recuperare, ma la fragilità dimostrata contro avversari di livello ben inferiore è stata disarmante. Faccio fatica ad immaginare una Juventus fuori dalle coppe, ma ad oggi non è una eventualità così lontana. 

D.M.: Ad oggi fatico a trovare appigli a cui aggrapparmi per il futuro prossimo.Non tanto per i risultati ottenuti in questo pessimo avvio di stagione, quanto per le prestazioni offerte contro quasi tutti avversari di terza e quarta schiera. Ciò che atterrisce, al di là di sconfitte o risultati negativi è l’assoluta incapacità di miglioramenti individuali e di identità di gruppo. L’unica costante dell’Allegri bis. Da qui il mio profondo scetticismo sulle partite che verranno.

3°: Un giudizio netto sull’operato estivo della coppia Cherubini-Arrivabene, considerando aspetti tecnici, economici, progettuali, richieste del mister ed esigenze della squadra.

S.A.:Andrò controcorrente: per me Arrivabene e Cherubini hanno lavorato bene seguendo le richieste dell’allenatore e nonostante le difficoltà dovute al bilancio e con dei contratti pesanti di cui ci libereremo solamente a giugno 2023 che però non sono stati fatti da loro. Se devo dargli un voto gli darei un 6,5-7.

L.C.: La coppia Cherubini-Arrivabene si era già presentata molto bene in inverno, con i colpi Vlahovic e Zakaria, ma in estate ha saputo fare ancora meglio, portando a casa giocatori di ottimo livello e liberandosi di contratti onerosi che appesantivano da tempo il bilancio (ogni riferimento ai vari Ramsey e Bernardeschi è puramente voluto). Rimane il dispiacere di non aver potuto completare l’opera al 100% per l’incredibile resistenza dei Rugani e Rabiot a fare le valigie nonostante il duo avesse trovato destinazioni di tutto rispetto, sia tecnicamente che economicamente. Ma non ho dubbi che entro Giugno 2023 il repulisti sarà completato.

S.F.: Il lavoro di Cherubini e Arrivabene per me è da considerarsi positivo a livello tecnico e finanziario, anche se non mancano critiche. 

Nelle ultime sessioni di mercato La Rosa è stata puntellata e si sono portati a casa giocatori oggettivamente di livello. Una lacuna che da sempre attanaglia il mondo Juventus è la mancanza di una prospettiva più ampia rispetto alla nostra Serie A, ai continui ritorni e al ringiovanimento che viene sempre fatto a metà. Considerando la situazione economica del club si è fatto molto, rispondendo alle esigenze della rosa e dell’allenatore, ma al contempo migliorando i conti. Credo però che il duo dirigenziale si possa iniziare a valutare quando le scorie delle precedenti gestioni vengano eliminate. Positivo invece l’importanza e la considerazione per il settore giovanile e under23, finalmente considerate, almeno all’apparenza, risorse tecniche e non solo carnaio per plusvalenze. In linea di massima rispetto alle dichiarazioni al momento dell’insediamento credo sia mancato coraggio in determinate scelte in campagna acquisti, andando sul sicuro e su profili conosciuti, regalando alla rosa una lunga serie di scommesse note. Si parla di sostituzione/affiancamento con altri profili, onestamente non so se ciò avverrà, ma credo sia il caso di cercare stabilità. 

D.M.: Fatico terribilmente a separare il lavoro di Cherubini&Arrivabene rispetto al profondo disavanzo finanziario che si sono trovati ad affrontare

Ho definito Anno Zero questa sessione di calciomercato.Alle prese con svariati e pesanti rossi di bilancio e con alcuni ingaggi fuori logica e fuori controllo risalenti alla passata gestione aziendale. I vincoli erano insormontabili o quasi. Il risanamento economico è prioritario e vitale, ancora antecedente alla quello tecnico e calcistico. Avrei auspicato un taglio ancora maggiore alla voce monte stipendi, probabilmente non è stato possibile.In futuro mi auguro una profonda revisione della politica societaria, a livello di costi e selezione e scelta dei giocatori.Meno nomi altisonanti e ricorso ai soliti noti, vedi Pogba o Morata, più attenzione a giovani e soprattutto a mercati stranieri secondari. Ingaggi sostenibili, con opportunità di gradite plusvalenze, reinvestimento del ricavato e occhio lungo nell’evitare rinnovi contrattuali di gratitudine e poi incedibili.Per un giudizio definitivo attenderei la prossima estate, in questa avevano le mani legate da scelleratezze in serie. Certamente avrei evitato rientri da Manchester.

4°: Infine vi chiedo una riflessione sul momento che sta vivendo il mondo Juve, dentro e fuori dal campo, magari soffermandovi su un aspetto che vi ha interessato maggiormente (tifosi, società, squadra, ecc.).

S.A.:Il momento che stiamo vivendo è sicuramente complicato, il tifo di certo non aiuta a prescindere dalle note vicende anche giudiziarie ma come ben sai a me interessa soffermarmi sul campo: bisogna mettere le parti le incomprensioni, alcune dichiarazioni non proprio geniali del mister ecc e avere come unico obiettivo quello di dare una svolta alla stagione, senza stare a costruire alibi o scuse dovute alle assenze e se non riusciranno o si renderanno conto che non sarà possibile allora bisogna dare una scossa davvero forte all’ambiente anche cambiando l’allenatore con quasi l’intera stagione ancora da giocare.

L.C.:Il mondo Juventus è in subbuglio a mio avviso per un solo motivo fondante: la guida dall’alto ha incredibilmente abdicato dal suo ruolo dal giorno dell’annuncio sbagliatissimo della SuperLega. Cosa sia accaduto e stia accadendo veramente forse non lo sapremo mai, ma avere un presidente ombra che non guida, non mette la faccia, non indica e non corregge… non va bene, NON VA BENE. Semmai credo sia l’ora che la proprietà si faccia sentire forte e bene a tutti i livelli: la nave sbanda pesantemente e ha imbarcato molta acqua, ma si può e si deve ancora correggere. Circa il discorso squadra credo che sia importante ritrovare l’unità di gruppo in prima analisi, mentre per quel che riguarda il tifo sarò tranchant: tutti coloro che sognano ancora di lucrare sulla passione, arrivando anche a ricattare la società e facendo opera di intimidazione nei confronti degli altri tifosi devono essere banditi e mandati via definitivamente. D’altro canto però sono i tifosi stessi a dover prendere in mano la situazione: ma quando comprate il vostro biglietto / abbonamento, avete speso i vostri soldi per andare al cinema/teatro, o per seguire una passione? E allora coltivatela questa passione! Cantate, urlate, tifate, fate sentire il vostro appoggio alla squadra. Ogni volta che sono allo Stadium personalmente esco senza voce e con la gola dolorante, e non ho certo bisogno che qualcuno mi “ordini” di cantare.. Ecco, l’unica cosa su cui assolvo gli spettatori è che, se da una parte la giusta lotta ai delinquenti ha tolto di mezzo anche una certa organizzazione del tifo, la mancanza della società (ancora una volta) non aiuta a trovare soluzioni differenti. E qua si torna da capo al punto principe: una società che si è trasformata in azienda, che funziona molto bene come azienda, ma che si è progressivamente dimenticata di essere una Società Sportiva Calcistica.

S.F.: Il momento storico è molto complesso per la Juventus. Crisi sportiva. 

Crisi identitaria. Crisi economica.Gli anni di dominio sono passati e hanno lasciato un ambiente devastato a tutti i livelli, dallo spogliatoio alla dirigenza fino alle tribune. Tuttavia non tutto è da buttare. Però non ci sono più margini di errore. Basta scommesse a livello tecnico. Coerenza e lungimiranza nelle scelte di campo. Ritrovare unione di intenti e coesione fra società e tifosi. Non sono un fan degli ultras e di quello che urlano la Juve siamo noi mentre intascano le tangenti sui biglietti, ma la distanza che la società ed il presidente ha costruito con la base è dannosa per il club. 

Neanche negli anni della B o della Juventus simpatia di Secco e Cobolli Gigli si è assistito ad uno scollamento così evidente fra proprietà e mondo reale. 

In quest’ottica Andrea Agnelli credo debba fare un po’ di autocritica e valutare se le scelte compiute negli ultimi anni siano state sagge parole se fare dei passi indietro a livello di comunicazione e di modo di porsi rispetto al mondo juventino non possa essere un vantaggio anche per la sua figura. 

Non si chiede di trasformarsi in un Lotito o in un De Laurentis che ogni tre per due è a fare caciara in televisione o sui social, ma questa continua assenza ricorda il Capitano Flint di Black Sails, così ossessionato da se stesso e dai suoi demoni da portare il suo equipaggio verso la morte, nonostante fosse il capitano più saggio e lungimirante in circolazione.

D.M.:  Scrivo nell’immediata vigilia del Cda. Sono curioso di ascoltare Andrea Agnelli. In alcune circostanze avrei avuto piacere di leggerne le considerazioni con maggiore frequenza. Se non altro per via di un’azienda che brucia 450 milioni di euro in due esercizi, oltretutto con risultati sportivi deficitari (aspetto secondario rispetto al tema di fondo).Sul come giudica l’impegno dei suoi amministratori in virtù di questo binomio fallimentare, tra campo e libro mastro. Sulla questione SuperLega. Sulla nostra politica aziendale sportiva. Non in occasione di un rigore non dato o di un VAR contestato, mi attendo un’informazione puntuale su che strada abbiamo intenzione di percorrere. Nel post epoca CR7. Mi pare di navigare a vista, per il motivo che non è trasparente la comunicazione. È sufficiente qualche intervento chiaro a stagione.

 Chiosa finale sui Tifosi o presunti tali. Siamo all’indomani di un comunicato stampa del tifo organizzato. Che si debba ricorrere a tali mezzi e tali toni espressivi è identificativo di come considerino lo Sport ed in questo caso la Juve. È di enorme urgenza la revisione totale del modo di vivere la passione sportiva. Via i fanatici velenosi estremisti, spazio agli appassionati  sereni, equilibrati e ironici.

Nella vittoria e nella sconfitta.

Ho finito,

Forza Juve.

Mattia Crescenzi

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