#RawDiamonds

#RawDiamonds: 1 x Club (Premier League)

La vera Superlega, il circo dei sogni, la NBA del football.

Ovviamente la densità di talento alle latitudini inglesi è alta, anzi altissima.

Talento che si manifesta in campo come fuori, grazie ad una capacità di spesa insostenibile per qualunque altra realtà sul pianeta.

Il progetto Premier League sbaraglia la concorrenza grazie ai soldi, ma anche alla competenza che questi garantiscono.

I migliori tecnici, i migliori preparatori e i migliori scout sono qui, focalizzati sullo sviluppo e sulla crescita del football attraverso gli acquisti certo, ma anche e sopratutto attraverso i vivai.

I risultati delle selezioni nazionali giovanili non mentono. Siamo nella fase due della Superlega britannica, con ambizioni di Dream Team.

Andiamo quindi a vedere cosa propongono i club della terra d’Albione fra gli under 23.

Manchester City: fra gli under 23 agli ordini di Pep Guardiola troviamo Phil Foden e Erling Braut Haaland, direi non male.

Non sono però giovani talenti, ma già campioni affermati.

Chi invece può sorprendere i tifosi è un altro nuovo arrivo estivo. Parliamo dell’Araña Alvarez, prelevato dal River Plate e già in rete al debutto. Vibrazioni alla Kun Aguero per lui e la sensazione che i Citizens si siano portati a casa a prezzo davvero contenuto un gran attaccante, oltretutto perfettamente compatibile con il vichingo norvegese.

Liverpool: friendly reminder che Trent Alexander Arnold ha ancora 23 anni.

Fra i Reds uno degli acquisti passati sotto traccia è quello di Fabio Carvalho.

Trequartista portoghese prelevato dal Fulham per 5.9 milioni di euro, ha regalato ottime prestazioni in Championship con 10 reti ed 8 stagionali.

Calciatore di grande rapidità di pensiero, buon calcio e intensità, adatto al calcio heavy Metal di Klopp, ma che potrebbe faticare a trovare spazio nell’attacco scousers.

Chelsea: protagonisti del mercato estivo i Blues si presentano con una rosa piena di giovani elementi promettenti.

Squadra molto forte e nutrita in ogni ruolo, dove trovare spazi non è facile.

Conor Gallagher è sicuramente un centrocampista promettente, reduce da una stagione di livello assoluto con il Crystal Palace e che avrà spazio e minuti nel l’undici di Tuchel, nonostante la concorrenza.

Centrocampista totale, con ottimi istinti offensivi e capacità di rendersi pericoloso, non disdegna però la fase di non possesso, garantendo un ottimo apporto alla causa su entrambi i fronti.

Non parte titolare, ma alla lunga potrebbe imporsi. Se così non fosse occhio al mercato.

Manchester United: difficile capirci qualcosa in quel guazzabuglio che sono oggi i Reds.

Dieci anni di crisi praticamente ininterrotta, milioni su milioni spesi in maniera assurda, talenti bruciati, proprietà assente e tante altre problematiche.

Un vero peccato perché con la gloriosa maglia rossa ci sono diversi calciatori degni di nota.

Fra i più interessanti, senza nominare i giovanissimi e forse ancora troppo acerbi Garnacho, Mejbri, Shoretire e Diallo, ci sono i due terzini Dalot e Malacia.

L’olandese, nuovo arrivo voluto da Ten Hag, non parte da titolare vista la presenza del veterano Luke Shaw, ma non credo ci metterà molto a conquistare spazio e credibilità.

Laterale mancino solido, fisicamente ben piazzato e con buona propensione all’attacco, risulta filosoficamente allineato con il tecnico, cosa che potrebbe rendergli più facile la conquista della titolarità.

Tyrrel Malacia non è un fuoriclasse del ruolo, ma può dare solidità ad una squadra terribilmente ballerina e instabile.

Tottenham Hotspur: Antonio Conte non è noto per essere un grande estimatore dei giovani, ciò nonostante resta un grande allenatore, pur con dei limiti noti a livello caratteriale.

I suoi Spurs però hanno una discreta dose di freschezza da mettere in campo.

Un elemento che sembra poter finalmente affermarsi è Ryan Sessegnon.

Nato come ala sinistra creativa e di gamba, già catapultato nel grande calcio a diciassette anni dopo qualche anno di promesse non mantenute pare essere finalmente giunto a maturità.

Molto è cambiato.

Da esterno offensivo piano piano il classe 2000 si è trasformato in un fluidificante a tutta fascia nel 3-5-2 contiano nascondendo le carenze difensive e le difficoltà nell’uno contro uno alto.

Molto abile sulla corsa e atleticamente valido rappresenta un profilo perfetto per l’impianto tattico Spurs.

Arsenal: con solo due calciatori, per altro marginali come El Neny e Soares, a sforare i trent’anni i Gunners rappresentano una compagine molto verde ed estremamente interessante, tanto che indicare un solo calciatore da seguire risulta molto difficile.

Il trio Odegaard, Martinelli, Saka sembra destinato a grandissime cose, con talenti del calibro di Smith-Rowe, Nelson e Vieira a coprirgli le spalle. Tuttavia il mio sguardo si poggia un po’ più indietro dove opera William Saliba.

Centrale difensivo francese di stazza e fisico imponente, prelevato dal Saint Etienne e spedito in prestito per un paio d’anni.

Si è fatto le ossa, è cresciuto e nonostante le voci estive di contrasti con la dirigenza sembra destinato a diventare una colonna del club di North London, grazie ad un bagaglio tecnico di alto profilo ed uno stile di gioco molto moderno e dinamico.

Leicester City: le Foxes hanno sempre un posto speciale nel cuore di tutti noi, vista l’impresa indimenticabile di Ranieri.

Il tempo passa però ed ormai di quel Leicester non resta che il ricordo, visto l’addio anche del vecchio numero uno Kasper e con il solo inossidabile James Vardy a resistere sulla breccia.

La nouvelle vague parla di Fofana, centrale di gran livello, Tielemand, Ndidi, Maddison, Soyuncu e via dicendo.

Un calciatore che però ha attirato la mia attenzione è Kiernan Dewsbury-Hall.

Centrocampista centrale, local boy cresciuto nel settore giovanile, non ha la solita esuberanza fisica dei calciatori britannici, ma in compenso è un calciatore di grande intensità mentale e creativo come pochi, in grado di creare pericoli e cucire gioco in maniera eccellente.

Versatile e un po’ sottovalutato resta un elemento chiave del Leicester targato Brendan Rogers.

Aston Villa: la crescita dei Villans negli ultimi anni è testimoniata dalle nuove incorporazioni in rosa.

Gente del calibro di Kamara, Bailey, Douglas Luiz, Matty Cash e Emiliano Buendia sono materiale da coppe europee, ma anche per i claret and blue di Birmingham scelgo un ragazzo cresciuto in casa: Jacob Ramsey.

Anche lui centrocampista centrale, ma molto differente rispetto al precedente.

Mezzala mancina con diversi gol nei piedi, fisicità e atletismo, è ragazzo più da sciabola che da fioretto.

Può crescere molto e diventare un leader e stella all’Aston Villa, a dispetto della corte dei club importanti d’Europa.

Everton: le difficoltà dei Tofees le conoscono tutti. Il club di Liverpool probabilmente sarà in lotta per la salvezza e da l’impressione di non essere così attrezzato.

In questa situazione però trovo interessanti alcuni profili.

Su tutti il terzino sinistro ucraino Vitaliy Mykolenko.

Giunto a Liverpool nel gennaio scorso dalla Dinamo Kiev si è adattato bene alla Premier League.

Calciatore associativo, che copre molto campo sulla linea laterale, agendo da terzino o da laterale di centrocampo.

La sua brillantezza sarà importante per rivitalizzare un ambiente un poco depresso.

West Ham United: a West London si respira un certo entusiasmo.

La squadra è uscita rafforzata dall’estate, acquistando il giusto e riuscendo a trattenere la stella Declan Rice. Almeno per ora.

L’acquisto che ha fatto più rumore però è senza dubbio il nostro Gianluca Scamacca.

L’Iguana di Fidene probabilmente non smuove troppo i cuori in patria, ma a mio avviso ha le qualità per diventare un attaccante di livello europeo, magari non al livello dei mostri della nuova generazione, ma fra i migliori degli umani.

I colpi non gli mancano, in acrobazia o dalla distanza, servirà trovare continuità tecnica e sopratutto mentale in un contesto che mette a dura prova chiunque.

Dovrà certamente migliorare alcuni aspetti tecnici, fra cui la capacità associativa e la pulizia tecnica, ma se con la maglia degli Hammers si riesce a sintonizzare con entusiasmo forse per gli azzurri si è trovato un valido numero 9.

Wolverhampton Wanderes: la rappresentativa portoghese di Inghilterra è ormai da anni una realtà peculiare.

De facto dominio del potentissimo Jorge Méndes si è comunque levata delle soddisfazioni negli ultimi tempi, divenendo una realtà moderatamente competitiva.

Uno degli elementi più futuribili della squadra è il laterale mancino francese Rayan Ait-Nouri.

Classe 2001, ormai sulla breccia da un paio d’anni, spicca per capacità offensiva e buon piede, anche se nel tempo ha saputo migliorare il suo bagaglio a tutto tondo, divenendo un atleta più completo anche fisicamente e difensivamente, pur non trasformandosi in un body builder o in un mastino.

Quest’anno la necessità primaria è trovare continuità tecnica e fisica.

Newcastle United: i nuovi ricchi stanno facendo le cose con una certa misura. Acquisti mirati, poco faraonici e vistosi, a differenza del primo Manchester City targato Qatar.

La perla della sessione di mercato estiva è senza dubbio il centrale olandese Sven Botman.

Mancino, roccioso, dotato in costruzione e piuttosto tosto in marcatura il ragazzo cresciuto ad Amsterdam in maglia Ajax rappresenta un calciatore solido e affidabile, che potrà guidare la retroguardia dei Magpies per gli anni a venire.

Ci attendiamo cose importanti da lui.

Brentford: le Bees sono già una compagine iconica.

Il loro modello gestionale basato su algoritmi e statistiche è un qualcosa di intrigante e molto stimolante.

Ovviamente La Rosa riflette questo. Molti calciatori giovani e sopratutto pescati in maniera inusuale per il mondo inglese, attraverso uno scouting coraggioso e profondo.

Un esempio?

Bryan Mbeumo, pescato al Troyes in Ligue2 oramai tre stagioni orsono e pronto a diventare un calciatore importante in biancorosso.

Classe 99, esterno destro nominale, ma in realtà molto anarchico e libero di spaziare si tutto l’arco offensivo.

Ottimo atleta per velocità ed accelerazione, deve migliorare in lucidità e scelte, ma la mole di lavoro svolta resta notevole.

Se si raffina un poco può avere una carriera importante.

Leeds United: dopo la difficile salvezza della scorsa stagione non possiamo dire che il Leeds non si sia dato da fare sul mercato e l’avvio di stagione sta dando ragione alla dirigenza.

Ci sono tanti calciatori di talento giunti da poco nelle Midlands: Aaronson, Sinisterra, Adams, Roca e Kristensen. Tuttavia il calciatore che più attendo per questa stagione è il numero 1 francese Ilan Meslier.

Jesse Marsch gli ha consegnato la titolarità e questo ragazzo da ormai cento presenze fra i pali del Leeds sta rispondendo molto bene.

Stazza importante, atteggiamento moderno, disciplinato e grande lavoratore, può crescere nel gioco con i piedi, ma resta un giovane portiere di grande affidabilità.

Southampton: quando un diciottenne si muove per oltre 11 milioni e mezzo di euro anche nel dorato mondo della Premier League qualche sopracciglio si alza.

Romeo Lavia è il protagonista di un buon avvio di stagione, conquistando la titolarità nonostante sia un classe 2004 appena arrivato in squadra.

Centrocampista centrale completo, energico e dallo stile intenso e dinamico, sa farsi rispettare in ogni frangente del gioco, sopratutto nella conquista e pulizia del possesso palla e innesco della transizione.

Non gioca lungo, forse le visioni di fosforo non sono ancora cosa sua, ma resta un profilo di enorme interesse per un centrocampista difensivo.

Crystal Palace: la banda di Patrick Vieira è senza dubbio una delle più interessanti del lotto. Tanta gioventù e tanti ottimi calciatori, con una gran organizzazione di gioco.

Difficile sceglierne uno, ma credo sia giusto parlare di Tyrick Mitchell, terzino sinistro svezzato in casa classe 99, poco celebrato, ma molto importante negli equilibri tattici.

Il suo gioco è il Riflesso della sua fisicità. Solido, compatto, non particolarmente appariscente, ma in grado di scalfire anche gli avversari più duri grazie ad un mix di perseveranza e aggressività.

Difensivamente eccellente, deve crescere in proiezione offensiva, dove per ora preferisce lasciare spazio ad altri, anche per motivazioni tattiche.

Ottimo gregario di qualità, in grado di metterci sempre una pezza. Da seguire.

Brighton & Hove Albion: per me non si può parlare di Brighton senza parlare di Moisés Caicedo.

Il ventenne centrocampista ecuadoriano è stato uno dei migliori acquisti che ricordi.

Pagato 5.5 milioni due anni fa e centellinato dai Seagulls si sta prendendo la ribalta in questi mesi.

Dinamo di grande energia, metronomo, ma anche in grado di mostrare i denti alla bisogna, Moisés è un mediano di rara qualità ed intelligenza, penalizzato da una fisicità non da corazziere, ma in grado comunque di farsi rispettare. Mi attendo una grande stagione da lui.

Nottingham Forest: i Garibaldi Reds tornano in massima divisione dopo una lunga attesa e onoreranno al meglio l’impegno anche grazie ad una campagna acquisti sfarzosa e futuribile.

Quello che però è per me il valore aggiunto della squadra non arriva dal mercato ma dal vivaio.

Parlo di Brennan Johnson, seconda punta gallese nata nel 2001 che ha già avuto modo di trovare il gol nel pari esterno contro l’Everton.

Giocatore minimalista, specializzato nell’attacco della profondità e dello spazio tanto palla al piede che senza, dispone di una sottovalutata intelligenza posizionale tanto nel cercare i movimenti offensivi verticali che nella copertura in fase difensiva.

Certamente a Nottingham c’è tanto da fare per conquistare un altro biglietto per la giostra delle meraviglie nota come Premier League, ma potenziale, impegno e ambizione non mancano.

Fulham: causalmente le squadre con meno possibilità di permanenza sono pure quelle dove mancano under 23 di prospettiva.

Segnaliamo Manor Solomon, israeliano in prestito dallo Shakhtar Donetsk che potrebbe infiammare il Craven Cottage e assistere il beniamino di casa Mitrovic, determinato a dimostrare di valere più della Championship. Così come il Fulham.

AFC Bournemouth: candidati ad una retrocessione dolorosa le Cherries venderanno cara la pelle, con un mix di esperienza e gioventù forse non troppo eccelso qualitativamente, ma rustico e tenace.

A portare un po’ di frizzantezza ed imprevedibilità sarà chiamato Marcus Tavarnier.

Attaccante esterno Made in England, prelevato dal Middlesbrough in estate, ha ben impressionato nell’ultima Championship dimostrando di possedere resistenza, inventiva e buon feeling con il gol, sopratutto nell’ultimo stralcio di stagione.

Un late bloomer che dovrà mettersi al passo con celerità nel campionato più competitivo del pianeta.

Stefano Follador

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