#RawDiamonds

#RawDiamonds: 1xClub (Serie A)

La Serie A notoriamente è considerata un cimitero d’elefanti.

Il nostro campionato considera giovani ragazzi di 26/28 anni e difficilmente scommette sugli under 23, tranne alcune rare occasioni.

A volte sembra che la marea stia cambiando, con proclami di rinnovamento e cambiamento, ma restiamo il Paese del Gattopardo: “che tutto cambi, perché niente cambi”.

Andiamo comunque a vedere chi fra i giovani virgulti italici potrebbe rappresentare una scommessa per la stagione, magari cercando di concentrarci sui volti meno noti.

Inter: al solito Beppe Marotta tende a costruire squadre piuttosto mature, con poco spazio allo sviluppo di talento e molto all’esperienza, tendenza abbastanza confermata anche dal tecnico Simone Inzaghi.

Proprio per questo l’acquisto dell’ex Empoli Kristjan Asllani risulta particolarmente contro intuitivo , ma al contempo centrato e funzionale.

Regista basso funzionale a rimpiazzare e a far rifiatare Brozovic, cuore della manovra neroazzurra, probabilmente non avrà tantissimo spazio, ma sono convinto possa fare molto bene dalla panchina, regalando una efficace opzione aggiuntiva su nostri eterni rivali.

Milan: i campioni d’Italia in carica hanno fatto dello scouting e della freschezza una inedita veste per un club italiano.

Il Diavolo ha molti under23 di livello, ma che più o meno vi sono già noti.

La sorpresa, pagata cara, potrebbe essere il nuovo acquisto Charles De Ketelaere, lungagnone biondo belga arrivato dal Bruges per una cifra vicina ai 35 milioni di euro.

Un po’ punta, un po’ trequartista, difficile da identificare come ruolo in maniera univoca, ma con caratteristiche tali che sembrano adattarsi benissimo alla rosa dei rossoneri.

Nato come mezzala, nell’ottica di raccogliere l’eredità di Hans Vanaken, Charles negli anni si è spostato in avanti giocando da trequartista, falso nueve ed esterno atipico.

Capacità di inserimento, pulizia tecnica, capacità di associazione e grande intelligenza tattica. Il ragazzo sa giocare a calcio, dovrà dimostrare di potersi calare nella realtà italiana, ma ci sono ottime premesse.

Juventus: il processo di rinnovamento in casa bianconera procede, pur con una certa lentezza da un paio d’anni.

La squadra che dominava in Italia e che anche in Europa faceva la voce grossa è purtroppo un ricordo, ma come si sa i cicli finiscono e l’importante è comprenderlo e farli ripartire. Potremo parlare dei nostri tre moschettieri del centrocampo, dal futuro promettente, ma un po’ nebuloso. Parliamo ovviamente di Rovella, Fagioli e Miretti, senza dimenticare Ranocchia in prestito al Monza, ma in questi mesi mi aspetto di vedere in campo più spesso l’esterno argentino Matias Soulè.

Il ragazzo cresciuto nel Velez Sarsfield è oggettivamente ancora acerbo, ma le carenze numeriche in avanti assieme alla tradizionale sfilza di infortuni in bianconero potrebbero aprire spazi e occasioni inattese a Matias.

La presenza di Di Maria, suo evidente modello di riferimento tecnico, può essere uno stimolo enorme e aiutare la crescita del numero 30 nel suo percorso bianconero.

Tecnicamente raffinato, sveglio e discretamente veloce, Soulè ha bisogno di esperienza e di diventare adulto a livello di stazza e di cattiveria. Le potenzialità ci sono, ora è il momento giusto per uno step ulteriore.

Napoli: non ci giro attorno, per me con l’acquisto di Kvicha Kvaratskheila il Napoli ha fatto un grande colpo.

Il georgiano è un calciatore ferocemente moderno, con un fuoco agonistico non indifferente e che ricorda in un certo senso il nostro Chiesa per voglia e fame di calcio.

Si è presentato con un gol all’esordio, più due assist, rendendo palese la grande efficacia del suo gioco, magari non sempre bello e pulito, ma estremamente pratico.

I più attenti lo avranno già visto in questa rubrica a fine aprile dello scorso anno, quando con la maglia del Rubin Kazan faceva molto parlare di se anche in ottica Juventus.

Candidato ad essere un top player del campionato.

Roma: ridendo e scherzando la banda Mourinho-Friedkin ha messo in piedi un bel gruppo, facendo leva su acquisti intelligenti, qualche parametro zero ed un settore giovanile da sempre produttivo.

Proprio dal vivaio arriva il profilo a mio avviso più interessante dei capitolini.

Classe 2002, nato a Tivoli, ma polacco per scelta Nicola Zalewski si è presentato al grande pubblico nel finale di stagione scorsa, trasformato da Mou in quinto di centrocampo dopo una vita passata a fare il trequartista.

Ha piede, gamba e testa da possibile ottimo giocatore, non difetta di personalità, sebbene possa ancora crescere nel ruolo mancando di certi istinti difensivi, pur compensati da una grande energia e volontà.

Se le premesse sono quelle dello scorso anno la Roma ha tirato fuori un altro ottimo giocatore dalle giovanili e questo è un plauso da fare alla società.

Atalanta: parlare di favola Atalanta è una cosa che mi da sui nervi. In un mondo competitivo come quello dello sport professionistico non esistono favole. Esiste il duro lavoro, la programmazione e la competenza.

Il vivaio bergamasco ne è la prova.

Infatti il nominato per la Dea non poteva che essere Caleb Okoli, centrale difensivo esploso nella conquista della promozione da parte della Cremonese la scorsa stagione.

Ventuno anni, fisicamente straripante e dalle letture difensive sorprendentemente mature, Caleb è rimasto a Bergamo per prendersi un posto fra i titolari ed ha tutto il repertorio per farlo. Potenziale da nazionale.

Lazio: protagonista di un esordio tragicomico Luis Maximiano ha sicuramente strappato un sorriso a tutti noi con quella palla bloccata ben oltre il limite dell’area di rigore, magari guadagnando una immeritata etichetta di brocco.

Immeritata perché il portiere lusitano ha dimostrato il suo valore nella sua esperienza andalusa, dove ha difeso con qualità la porta del Granada.

Reattivo fra i pali, molto pulito tecnicamente sia con le mani che con i piedi, ottimo nell’1vs1, ma anche da rivedere nelle uscite, come purtroppo ha dimostrato contro il Bologna, Luis Maximiano può essere un ottimo portiere per la Serie A. Sempre e quando Sarri vi riponga fiducia senza farsi tentare dal secondo di lusso Provedel.

Fiorentina: squadra giovane, ma non giovanissima quella Toscana, con diversi elementi al limite della categoria RawDiamonds.

Uno dei più interessanti e che trovo più vicino al salto è senza dubbio l’esterno offensivo Riccardo Sottil.

Dopo un paio di stagioni di rodaggio in massima serie è giunto il momento di effettuare un balzo in avanti per lui. Buon piede, dinamismo, energia e personalità, come si conviene ad un buon esterno moderno.

Figlio d’arte di Andrea punta a una carriera di successo ancora maggiore rispetto al padre, avendone tutte le qualità.

Sassuolo: altro giro, altra favola. I neroverdi sono quanto più lontano possa esistere da una storia di calcio proletario essendo la diretta emanazione di una industria multinazionale. Tuttavia a livello calcistico la loro storia e capacità di sviluppare calciatori di talento non ammettono repliche.

Fra i tanti profili interessanti ,come Alvarez, Pinamonti, Frattesi, Raspasori, Traorè, Muldur e Tressoldi, ho scelto uno ancora poco noto agli appassionati italiani, ma che sono convinto possa essere un ottimo calciatore in futuro.

Emil Konradaen Ceide, esterno offensivo norvegese ha saputo conquistarsi un posto in rosa con una splendida stagione in maglia Rosenborg con 5 gol e 3 assist in 24 gare.

Gioca come esterno a piede invertito sulla sinistra, agile, propositivo e costantemente a disposizione della manovra, si trova a suo agio sia cercando la profondità che dialogando nello stretto.

Dovrebbe prendere il posto di Boga per gli Emiliani, almeno a medio termine.

Torino: tante scommesse nella rosa dei granata, che nonostante il calciomercato turbolento arrivano ai nastri di partenza della Serie A con una rosa interessante, con diversi interrogativi e alcune certezze.

Una di queste è Samuele Ricci di cui da tempo parliamo molto bene in questa rubrica.

Ventenne metronomo di centrocampo, cresciuto a Empoli ed approdato a sorpresa a Torino ha avuto bisogno di qualche mese per abituarsi a Juric ed alle sue richieste, ma la sua crescita personale pare evidente.

Ripulitore di palloni eccellente, direttore d’orchestra in grado di dettare tempi e andatura a compagni ed avversari, il giovane Samuele è già un “floor general” per piglio e personalità.

Il Toro è suo.

EDIT: danno per fatto anche Peter Schuurs al Torino. Difensore centrale che prometteva enormemente bene prima di perdersi un po’ nella crescita in casa Ajax. Da tenere d’occhio.

Hellas Verona: difficile analizzare una squadra che per ammissione del proprio tecnico è ancora un grosso punto interrogativo. Il Verona tosto e combattivo di Igor Tudor in estate è stato praticamente smontato con tante cessioni eccellenti.

A rimanere sulla breccia un centrocampista con il viso da infante, il numero 14 gialloblù Ivan Ilic.

Ormai alla sua terza stagione nella città scaligera nonostante i 21 anni di età Ivan è un caposaldo dei gialloblù.

Visione di gioco, leadership e capacità di cucire il gioco sono i tratti chiave di questo ragazzo serbo che sembra essere già pronto per uno step successivo, a Verona o con un’altra maglia.

Monza: una delle neopromosse con più hype mai viste in Serie A. Tanti acquisti e tanto da aggiustare per Stroppa, ma con qualche certezza.

Innanzitutto il 3-5-2 di ordinanza dove a spingere sulla fascia destra troviamo un figlio d’arte a cui noi bianconeri non possiamo che essere affezionati.

Parliamo ovviamente di Samuele Birindelli, figlio di Alessandro colonna juventina di inizio millennio. Difensore esterno o quinto di centrocampo a destra Samuele ricorda in parte il padre per facilità di corsa e intensità, diligente e applicato tatticamente non è un talento cristallino, ma figlio del lavoro e della abnegazione. A ragazzi così non si può che augurare il meglio.

Udinese: troppo facile parlare di Destiny Udogie, oramai promesso sposo al Tottenham.

In Friuli al solito troviamo una nutrita Colonia di giocatori esotici, alcuni dei quali con caratteristiche interessanti.

Samaradzic è un trequartista in costruzione di talento, ma difficilmente avrà troppo spazio, almeno nei prossimi mesi.

Nehuen Perez è già un centrale di discreta esperienza per un ventiduenne, con già tre campionati in tre nazioni diverse da elemento importante della rosa.

Chi invece può crescere molto e confermare le buone impressioni della scorsa stagione è l’esterno basso destro Brandon Soppy.

Francese, classe 2002, abbina una tecnica di base discreta a una grande fisicità.

Buona tenuta difensiva, anche se il suo gioco resta ancora molto istintivo, in fase di non possesso come in attacco.

In passato sul taccuino di molti top club può essere la prossima plusvalenza della famiglia Pozzo.

Bologna: anche in questo caso troppo facile parlare di Andrea Cambiaso, terzino tuttofare in prestito dalla Juventus. Più complesso invece puntare su un ragazzo come Lewis Ferguson.

Scozzese, classe 99, centrocampista box to box all’inglese, protagonista della scorsa stagione dell’Aberdeen con ben 11 reti all’attivo.

Arriva a Bologna per 3.5 milioni di euro, ma dovrà lavorare sodo per adattarsi all’Italia e convincere Mihajlovic a far sedere uno fra Soriano e Dominguez in panchina.

Può floppare come diventare il re di Bologna, niente vie di mezzo.

Empoli: il club toscano ha saputo crescere da se ottimi talenti e la nomea viene confermata dall’ultima stagione.

Gli addi di Viti, Asllani e Zurkowski non sono semplici da digerire, ma allo stesso tempo la dirigenza ha saputo negli anni sopperire alle partenze di chicchessia.

L’uomo nel mirino per l’Empoli è probabilmente il ventunenne Fabiano Parisi.

Terzino sinistro di spinta ha già preso confidenza con la Serie A lo scorso anno.

Moderno nella sua interpretazione del ruolo, fisico e creativo quanto basta.

Questa annata ne potrà definire il potenziale, se buon giocatore o materiale da top club.

Spezia: i bianconeri guidati da Gotti sono a mio avviso una squadra di difficile interpretazione.

Candidati ad una salvezza tranquilla quanto ad una retrocessione inappellabile restano un collettivo ancora da comprendere a pieno.

Fra i profili più stuzzicanti c’è senza dubbio Jakub Kiwior, centrale difensivo e all’occorrenza mediano di nazionalità polacca.

A suo agio nell’impostare l’azione, di stazza imponente e sufficientemente avvezzo ai tempi e ritmi della serie A sembra essersi conquistato i galloni da titolare in modo definitivo.

La nazionale maggiore già pensa a lui, chissà non inizino a suonare le sirene anche di club di maggior blasone.

Sampdoria: i blucerchiati sono senza dubbi in grave difficoltà societaria e tecnica.

Under23 che possano prendersi la ribalta non ci sono in rosa, ma c’è un calciatore che può prendere per mano la squadra e migliorare la situazione.

Parlo di Gonzalo Villar centrocampista ventiquattrenne in prestito dalla Roma che a Genova deve ritrovare brillantezza, dopo la mediocre esperienza al Getafe e l’ostracismo di Mourinho.

Volante in grado di gestire bene la palla, non è però un regista canonico, preferendo toccare molto la sfera anziché farla girare. Ottimo nelle uscite dal pressing e per personalità avrà l’occasione di riproporsi al pubblico italiano, seppur in un contesto tecnico difficile.

Cremonese: squadra rivoluzionata in estate dopo la promozione.

Resta un punto fermo dello scorso anno: Luca Zanimacchia.

In prestito dalla Juventus l’esterno/trequartista/seconda punta ha dimostrato una notevole crescita in grigio rosso, trovando la rete con una continuità inedita.

Dopo le 8 reti e 5 assist della scorsa stagione il classe 98 è chiamato a ripetersi per aiutare la compagine a mantenere la categoria.

Compito arduo, ma la personalità per provarci c’è.

Lecce: il Salento ci regala sempre emozioni e grandi legami internazionali.

Un tempo terra di sudamericani oggi Lecce ospita una colonia nordica non indifferente.

A spiccare su tutti è senza dubbio il capitano Morten Hjulmand.

Norvegese classe 99 ha trascinato i giallorossi alla tanto agognata promozione, guidando la mediana con piglio robusto e pragmatico.

Mediano solido e roccioso, poco avvezzo agli arabeschi, ma affidabile e quadrato Morten si è conquistato la fascia di capitano grazie alla personalità e alla capacità di entrare in sintonia con l’ambiente.

Se Lecce vuole salvarsi sarà decisivo per le sorti del club.

Stefano Follador

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