#CheAriaTira

CHI BEN COMINCIA…

La prima è andata. E si è conclusa nel modo migliore possibile. Una vittoria netta, pulita e di ampio margine, ottenuta senza troppo tribolare nella prima ora di gioco. Cosa invece spesso mancata nella stagione piena di ombre conclusasi da poco più di 120 giorni.
A conti fatti, le uniche difficoltà sono arrivate nella prima mezz’ora scarsa di gioco.
La vecchia signora, ad onor del vero, era partita in maniera roboante con una catena sinistra che aveva prodotto due azioni pericolose nei primi cinque minuti. Poi la manovra da dietro si è “ingolfata” nel ritmo, rallentando tremendamente e a questo si sono aggiunte due sanguinose palle perse (da Locatelli prima e da Zakaria poi) che hanno fatto perdere, oltre allo slancio acquisito inizialmente dalla squadra bianconera, anche fiducia e sicurezza.
E da questa situazione di campo possiamo trarre il primo “verdetto” della stagione: alla Juventus manca tremendamente, oltre che un abile palleggiatore davanti alla difesa, anche una mezz’ala “di dominio” alla Pogba.
Uno di quei giocatori che, grazie al loro strapotere tecnico (e anche fisico) in quella zona del campo, non solo indirizzano la partita in determinati modi, ma ti permettono soprattutto di averne pieno controllo.
Dopodiché cooling break e, alla ripresa, è salito in cattedra il nostro fuoriclasse col numero 22.
Non si può, al di là del fatto che piaccia o meno come allenatore, non concordare con la ripartizione fatta da Allegri sui giocatori, i quali sono divisi per categorie secondo il mister livornese.
Ecco, sicuramente Di Maria rientra in quella dei campioni assoluti.
Giocatore “rubacuore” in grado, come accaduto lunedì sera, di far innamorare migliaia di tifosi in meno di mezz’ora grazie alla sua classe.
Ed il goal contro il Sassuolo è stato solo la rampa di lancio della sua prestazione, che di lì in poi è letteralmente decollata impreziosendosi, tra ripartenze, dribbling e rabone, dell’assist per il secondo goal di Vlahovic.
Peccato solo che la magia si sia bruscamente interrotta, quasi per incanto, allo stesso modo di come era iniziata, con lo stop forzato dell’argentino che dopo 65 minuti ha dovuto lasciare anzitempo il terreno di gioco a causa di un fastidio muscolare.
Ma tornando un attimo indietro, è impressionante quanto Di Maria sia leader tecnico dentro il campo e, una volta entrato in partita, la squadra l’abbia seguito a ruota.
Del resto, chi ha speso il resto della sua carriera diviso a “titolareggiare” tra Real Madrid, United e Psg, qualcosa di speciale deve necessariamente avere.
Oltre a questo, dopo il vantaggio del “Fideo” , la Juve è stata ordinata, concentrata e cinica. Ed infatti, checché ne dica il buon Dionisi, il risultato è ampiamente meritato e Perin ha dovuto seriamente tornare operativo solo attorno ai trequarti di gara, con la partita oramai in cassaforte.
In definitiva, scacciati i fantasmi che aleggiavano fino al break, la squadra ha dimostrato di essere presente e di conoscere bene anche i suoi punti di forza: si è stretta e chiusa in fase di non possesso, è ripartita ed ha colpito nel segno una volta riconquistato il pallone, cercando spesso anche soluzioni rapide in verticali (come nel caso del secondo goal).

P. S. Mezione d’onore per Bremer che, eccezion fatta per una sola situazione, si è letteralmente “mangiato” Defrel e qualsiasi altro pericolo offensivo del Sassuolo.
La sensazione è che debba ancora definitivamente assestarsi in determinati movimenti della linea a 4, ma la stoffa fatta vedere è di qualità molto alta.
E nell’uno contro uno, così come nei contrasti aerei, è davvero dominante.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...