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Serie B 2021-2022: promossi e bocciati di una stagione pazzesca

Se Sua Maestà Serie A ha visto molti verdetti assegnarsi all’ultima giornata, la serie cadetta è stata persino più spettacolare, con promozioni dirette arrivate solo all’ultima giornata, dopo un’altalena di emozioni soprattutto in primavera, quando nessuna squadra è mai riuscita ad imprimere un dominio sul campionato, dopo che il Pisa ci aveva provato nelle giornate iniziali. Nel girone di ritorno sono stati ben quattro club ad alternarsi in testa od ad affiancarsi: Lecce, Cremonese, Pisa e Brescia hanno occupato a turno la vetta, con tentativi di Benevento e Monza di inserirsi, con Ascoli e Frosinone costantemente in zona spareggi, prima del colpo effimero del Perugia che ha escluso i ciociari. Alla fine l’hanno spuntata il Lecce e la Cremonese (insieme non giocavano in serie A dall’annata 1993/94), mentre i playoff hanno premiato il Monza, che diventa la 69ma squadra a giocare in serie A, portando a 5 i club lombardi in massima divisione per l’anno prossimo.

In zona retrocessione, condannato un bruttissimo Pordenone ed un Crotone protagonista di una doppia caduta, già tagliate fuori in anticipo, mentre l’ultima giornata ha visto la caduta inaspettata dell’Alessandria, unica neopromossa a cadere subito. Ai playout il Cosenza ha strappato la salvezza, condannando un Vicenza che ha visto vanificare l’incredibile rimonta. Tra delusioni, sorprese e conferme, ecco un quadro essenziale dell’annata iniziata il 20 agosto 2021 e finita il 6 maggio 2022 con il campionato ed il 29 con il playoff promozione

ALESSANDRIA – L’anno del ritorno in serie B dopo 46 anni d’attesa si è concluso purtroppo con una retrocessione in serie C all’ultima giornata, dopo un’annata vissuta tutta in zona spareggi, dopo l’inizio difficile. Invece all’ultimo turno il ko interno col Vicenza è costato l’immediato ritorno nella terza serie. Fatale anche il pareggio a Parma alla penultima, che avrebbe garantito gli spareggi. Alla fine si salvano i 12 gol di bomber Corazza, mentre il blocco di ex pisani non ha portato a grandi risultati, in particolare scarso l’apporto di Marconi, che in Toscana aveva medie eccellenti. Brutto smacco per Moreno Longo, dopo aver salvato il Torino l’anno prima. 5,5

ASCOLI – Non è stato un fuoco di paglia, visto che si è trovato in zona playoff nelle prime giornate e ci è rimasto fino al termine, oscillando tra settimo ed ottavo posto. Una serie di risultati utili lo ha portato ad ottenere il sesto posto finale, nonostante la perdita a gennaio di un giocatore di valore come Sabiri. Peccato che poi il sogno promozione è svanito subito nel preliminare dei playoff contro il Benevento. Buono l’apporto della coppia DionisiBidaoui, 17 gol in due, bene l’innesto di Tsjadout, arrivato a gennaio, tra le scoperte Baschirotto e Collocolo. Sottil sulle orme di Zanetti? 6,5

BENEVENTO – L’obiettivo era quello di raggiungere almeno i playoff, dopo la seconda toccata e fuga in serie A, e con Caserta l’obiettivo è stato raggiunto, seppur con la flessione finale delle tre sconfitte che lo hanno fatto scendere fino al settimo posto. Mantenuta l’ossatura della squadra della serie A, nel ritorno sono mancati i gol di Lapadula, scontento dal mancato trasferimento di gennaio: fin lì l’attaccante naturalizzato peruviano aveva segnato 10 reti, vedendo anche la testa della classifica marcatori. Spariti i suoi gol, il Benevento ha provato a colmarli con quelli di Forte e Farias, scesi dalla serie A a gennaio. Nel finale poi, il rientro di Lapadula è stato determinante negli spareggi, con i gol ad Ascoli e Pisa, anche se poi l’avventura si è chiusa il 21 maggio per via della sconfitta in Toscana. 6

BRESCIA – E’ stata a lungo in corsa per la promozione diretta, toccando anche la prima posizione, duellando prima col Pisa, poi anche con Lecce e Cremonese. Nel finale ha ceduto, anche per via delle frizioni tra Pippo Inzaghi e Cellino, che hanno portato all’esonero del tecnico ed alla chiamata di Corini, e non ha migliorato il quinto posto. Ai playoff la corsa alla serie A si è interrotta dopo due sconfitte col Monza, entrambe in rimonta. Con Ayè in involuzione, nessun giocatore ha raggiunto la doppia cifra, ed alla fine capocannoniere resta Moreo con 9 reti, anche se c’è stata l’esplosione del francesino ex Cagliari Tramoni ( 7 reti, più uno nei playoff) oltre la conferma dei vari Van De Looi, Jagiello e Cistana, mentre con 6 reti nonno Palacio è rimasto negli standard. 6

CITTADELLA– Stagione al di sotto delle aspettative, visto che da un piazzamento playoff (era stata finalista perdente nel 2019 e 2021) ha chiuso in un anonimo undicesimo posto, perdendo gli spareggi nelle giornate finali. E’ mancato un vero leader: all’inizio si è distinto Okwonkwo, ma poi il nigeriano ex Bologna è stato fermato dal doping, ed alla fine il capocannoniere è stato Baldini con 10 reti. A corrente alternata Berretta, emerso nel finale, Antonucci e Tavernelli. Difficile la riconferma per Gorini. 5

COMO – Tornata in serie B, la squadra di Jack Gattuso dopo le difficoltà iniziali ha ingranato ed ha centrato una brillante salvezza, rallentando nel finale ad obiettivo raggiunto. Ha contribuito molto il fenomenale terzetto d’attacco, uno tra i più assortiti della cadetteria, composto da Cerri, La Gumina e Gliozzi. Bene anche il rinato Ciciretti arrivato a gennaio. 6,5

COSENZA – Ripescata ai primi di agosto dopo il fallimento del Chievo, la squadra silana ha dovuto in fretta e furia allestire una rosa per la categoria, dopo che diversi elementi erano stati ceduti. Tra gli arrivi di categoria, anche Millico e Situm. Dopo l’inevitabile assestamento iniziale, la squadra ha iniziato ad ingranare, pur attenstandosi per tutta la stagione tra la zona retrocessione ed i playout. Sono emersi giocatori come Caso (chiamato in nazionale da Mancini per lo stage di fine maggio) e Gori, ma determinante è stato l’inserimento a gennaio del “Bati” Larrivey, ex attaccante lunatico del Cagliari, che con 6 reti ha contribuito al raggiungimento degli spareggi salvezza, ma soprattutto con la doppiertta nella sfida di ritorno ha dato una grossa mano nella salvezza dei calabresi. Ci sono voluti tre allenatori (Zaffaroni, di nuovo Occhiuzzi e Bisoli) per centrare la salvezza. 6

CREMONESE – Ebbene sì, non è stata un fuoco di paglia. Alla fine la presenza costante nelle prime posizioni si è concretizzata in un ritorno in serie A dopo 26 anni, dopo che a novembre è emersa come inseguitrice della lanciatissima Pisa. Per tutta l’annata poi è stata nelle posizioni di vertice, ed ha rischiato di veder sfumare la promozione diretta dopo le sconfitte con Crotone ed Ascoli, prima del successo di Como e del “regalo” del Perugia. Squadra con un grande collettivo, visto che i migliori marcatori, Buonaiuto, Ciofani e Zanimacchia, sono tutti a quota 8 reti. E poi un Fagioli già da formato Juve, altre riconferme in chiave futura come Carnenesecchi, Sernicola, Ravanelli , Valzania e Gaetano. Tra le poche note dolenti, gli arrivi a gennaio di Gondo e Rafia, che non hanno fatto la differernza. Uno shock l’addio di Pecchia alla fine del campionato. 8

L’esultanza dei grigiorossi per la promozione dopo il successo a Como del 6 maggio

CROTONE – Protagonista in negativo di una doppia caduta dalla serie A alla serie C in due stagioni, la squadra pitagorica è stata penalizzata anche dalle grave perdite del mercato estivo, Simy e Messias, che da soli in serie A erano emersi, per ritrovarsi una squadra inesperta e male assortita. All’inizio i gol di Samuele Mulattieri, pescato dalla B olandese facevano ben sperare, ma poi il bomber si è bloccato, ed alla fine ci ha provato il croato Maric, ma ormai era troppo tardi. Neppure il richiamo in inverno dell’esperto Golemic ha dato la svolta. 4,5

FROSINONE– La qualificazione ai playoff era l’obiettivo minimo prefissato dalla squadra allenata da Fabio Grosso, e difatti la stagione, tra alti e bassi, è sempre stata in zona playoff. Stabilizzata la posizione nel girone di ritorno, la squadra ha subìto l’attacco di Ascoli e di un Perugia mai scrollatosi di dosso, ed alla fine ha perso gli spareggi negli ultimi 5 minuti del campionato, agganciato dagli umbri, ma beffato dallo scontro diretto. Delusione completa. Da salvare il francese, scuola Genoa Charpentier, Zerbin e Canotto, ed il nostro Gatti. Preoccupante l’involuzione dell’americano Novacovich. 5,5

Federico Gatti mentre firma col suo futuro

LECCE – Con la vittoria del campionato e la risalita in serie A si conferma squadra specialista negli “ascensori” tra una serie e l’altra: riconquistata la serie A persa nel 2020, dopo averla fallita ai playoff la scorsa stagione, con in più il capocannoniere del campionato (Coda, per il secondo anno di fila) ed il vice (Strefezza, alla sua stagione di totale maturazione). Da segnare sul taccuino anche lo spagno Pablo Rodriguez, lo sloveno Majer,il nipote di Totò Schillaci Ciccio Di Mariano e l’ex Cittadella Gargiulo. Un nuovo trionfo per Marco Baroni. 8

La vittoria del campionato di serie B per il Lecce, nella sera del 6 maggio, dopo l’1-0 al Pordenone

L.R. VICENZA – E’ stata davvero sfiorata la salvezza miracolosa per il club veneto, che alla fine del girone d’andata era ultimo, ed insieme al Pordenone sembrava spacciato. Poi l’arrivo di Brocchi, che dopo sei turni ha sostituito Di Carlo, ed i correttivi del mercato invernale (portando al Vicenza giocatori di categoria superiore come De Maio, Jordan Lukaku e Da Cruz) hanno fatto svoltare la stagione, con i veneti che hanno iniziato a recuperare terreno ed avvicinarsi almeno ai playout. Dopo una leggera flessione, che ha portato all’esonero dell’ex monzese ed all’ingaggio di Francesco Baldini, il Vicenza ha strappato i playout col Cosenza in extremis, dopo l’incredibile rimonta nel recupero col Lecce, ed il successo al Moccagatta all’ultima giornata, condannando l’Alessandria. Dopo l’illusoria vittoria dell’andata, le speranze si sono dissolte nella gara di ritorno del 20 maggio. Alla fine non sono bastati l’ingaggio della bandiera Maggio a febbraio, i gol del ritrovato Diaw e giovani come Ranocchia e Zonta. Ancora bocciato il polacco Teodorczick 5,5

MONZA – La stagione pazzesca del club brianzolo si è conclusa con la prima storica promozione in serie A, obiettivo dichiarato dell’accoppiata Berlusconi-Galliani sin dal loro acquisto della società. Proprio in un anno che sembrava meno positivo di quello precedente. Infatti dopo il deludente girone d’andata, la squadra ha ripreso continuità ed è arrivata ad inserirsi nella lotta per la promozione diretta, svanita all’ultima giornata col ko a Perugia, poi ripresa ai playoff. Alla fine decisivi uomini già della passata stagione come Gytkjaer e Dany Mota, inserimenti di lusso come Ramirez e Mancuso, il riscatto di Ciurria e Machin, ma anche giovani interessanti come Colpani, Vignato e Bettella, ma anche l’affidabilità di Valoti e Paletta. Flop ancora una volta Favilli, uno dei pochi punti negativi. Un successo per Giovanni Stroppa. 7,5

Esplode la gioia dopo la prima storica promozione in serie A la sera del 29 maggio

PARMA – Inutile girarci attorno, doveva essere la protagonista annunciata del campionato, invece ha finito col perdersi nella parte destra della classifica, rimanendo pure invischiata, per un breve periodo, nella lotta salvezza. Nonostante l’arrivo a gennaio di bomber di categoria come Simy e Pandev, mai entrati completamente nel progetto. Nonno Buffon ha altermato buone parate a troppi errori, tanto che nel finale è toccato più al giovane slovacco Turk, mentre uno dei pochi a rimanere negli standard è stato l’italo argentino Vazquez, che dopo l’esperienza al Palermo è tornato alla grande con 14 reti, per l’ex gemello di Dybala. Di certo un dodicesimo posto non era pronosticato.Qualche lampo anche dal polacco Benedziack. Da ritentare assolutamente la prossima stagione, anche se la concorrenza è aumentata. Fallita la scommessa Maresca, non è andata meglio con Iachini. 5

PERUGIA – Non può che essere positiva la stagione dei Grifoni umbri,grazie al buon lavoro di Alvini, che da neopromossi hanno centrato un’incredibile qualificazione ai playoff, strappando l’ottavo posto al Frosinone nei minuti finali. Hanno avuto il merito di crederci fino in fondo, nonostante il ko di Terni alla penultima che sembrava averli tagliati fuori. Tutto si è poi interrotto a Brescia, ma la squadra ha lasciato il sogno serie A a testa altissima, dopo essersi trovata due volte in vantaggio. Buona la stagione di De Luca, che veniva da un’annata in chiaroscuro col fallito Chievo, decisivo l’innesto a gennaio di Olivieri, dopo una prima parte a Lecce poco brillante. A strappi l’apporto del brasiliano Matos. 6,5

PISA – Sembrava l’anno buono: un inizio dominando, con 5 vittorie nelle prime sei gare, spinta anche dall’esplosione di Lorenzo Lucca, che sembrava bruciare le tappe ed arrivare dritto nella Nazionale maggiore. Poi in inverno il talentino ha spento la luce, la squadra si è più ridimensionata, ma da febbraio ha riacceso le luci, grazie all’arrivo nel mercato invernale di Torregrossa e Puscas, la coppia gol megli assortita e decisiva per le sorti del club toscano, che grazie anche ad altri elementi (Sibilli, Cohen, Benali, Beruatto, Nagy) rivede la promozione diretta, svanita per un nonnulla. Ai playoff rimonta il Benevento, ma non il Monza, ed il sogno di tornare dopo 31 anni si interrompe. Occasione irripetibile? Difficile saperlo, ma ottimo il lavoro di Luca D’Angelo. 7

PORDENONE – Dalla quasi promozione da esordiente nel 2020, alla salvezza risicata nel 2021, alla retrocessione senz’appello di quest’anno. Per i friulani una triste involuzione di gioco e risultati, raramente sono stati brillanti quest’anno, in più in inverno la squadra è stata rivoltata come un calzino, cedendo anche gli unici elementi che potevano dare un po’ di tecnica come Kupisz e Folorunsho, più a suo agio a Reggio Calabria che a Pordenone. L’assenza poi di un vero impianto casalingo (si è giocato al Teghil di Lignano Sabbiadoro) ha fatto il resto. Da salvare Butic e Cambiaghi, e poco altro. Loro possono mantenere la categoria. Inutili i cambi in panchina PaciRastelliTedino. 4

REGGINA – Durante il girone d’andata ha pure bazzicato in zona playoff, poi il rendimento si è uniformato ad una comoda salvezza, combattendo anche poroblemi societari che l’hanno portata ai 2 punti di penalizzazione e all’arresto del suo presidente. Aggrappata ai gol di Galabinov e Menez, utile anche il ritorno di Folorunsho a gennaio. Ultimi colpi in canna per il Tanque Denis. Ora inizia una lotta più dura, quella per la sopravvivenza, essendo per ora a rischio l’iscrizione al prossimo campionato. 6

SPAL – Costruita per puntare ai playoff, si è dovuta accontentare di una sofferta salvezza strappata alla penultima giornata. Neppure l’innesto di lusso ad ottobre di Pepito Rossi ha dato tanto in chiave realizzativa: solo tre reti per l’ex bomber della nazionale. Molto movimento nel mercato invernale, con gli ingaggi di Vido ed il ritorno di Finotto, ma nessuno ha segnato più di sei reti: i migliori realizzatori infatti sono Colombo e Mancosu. Fallito il progetto Clotet, la stagione è stata conclusa sotto la guida di Venturato. 6

TERNANA – Partenza difficile per la squadra allenata da Cristiano Lucarelli, ma poi la squadra si è ripresa da ottobre, ed è uscita ben presto dalle zone basse della classifica, assestandosi in un buon centro classifica, prendendosi anche la soddisfazione del decimo posto finale, dopo aver scavalcato il Cittadella e battuto il Perugia. Chissà, senza i punti persi all’inizio forse avrebbe potuto ambire ai playoff. Tutto grazie alla collaudata coppia DonnarummaFalletti, con l’aggiunta di Pettinari e Partipilo. Senza escludere l’apporto in difesa dell’esperto Sorensen. Ed in porta una garanzia come Iannarilli. 6,5

LA PROSSIMA STAGIONE – Anche per il campionato cadetto c’è poco tempo per riposare. la prossima edizione scatterà già dal 13 agosto, e rispetto alla serie A non si fermerà durante il mondiale in Qatar: la fine è prevista per il 13 maggio 2023. Sarà una serie B 2022/23 grandi nomi, con Genoa, Cagliari e Venezia cadute dalla serie A, con Parma, Brescia, Pisa e Perugia rimaste nel torneo cadetto, e col ritorno di Bari e Modena tra i cadetti, con una tra Padova e Palermo che il 12 giugno prossimo completerà l’organico. Sarà quindi una sorta di “A2”, e vedremo, si spera, un’altra stagione avvincente ed equilibrata, con qualche “grande” che resterà delusa per forza, e qualche nuovo expolit (ci sarà un’esordiente: il piccolo Sudtirol).

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