#RawDiamonds

#RawDiamonds: giudizi stagionali 2021/22

Agustin Alvarez Martinez

El Canario ci aveva stupito con un 2021 scoppiettante, ma lo stesso non si può dire del suo rendimento attuale. Dopo i 23 centri della scorsa stagione ci si attendeva il bis dal “nuovo Suarez”, che però ha risposto con una sola marcatura ad oggi.

Restano le qualità da grande punta, ma forse è da consigliare uno step intermedio prima dello sbarco in un club di alto profilo i. Europa. Fossero vere le voci sulla Viola sarei molto intrigato, ma le ultime prestazioni in Libertadores non trasmettono entusiasmo.

VOTO: 5

Tajon Buchanon

Il canadese volante è sbarcato in inverno nel campionato belga, dopo un corposo investimento da parte del Club Brugge. Somma che però ha iniziato subito a pagare dividendi.

Titolare da quinto di centrocampo nei nero azzurri campioni della Pro League si è calato molto bene nella nuova realtà, mettendo a segno una rete fondamentale per la conquista del titolo nella vittoria di misura sull’Anversa.

Corsa, energia e tanta voglia. Il Belgio è solo l’inizio della sua avventura europea.

VOTO: 7.5

Riqui Puig

Il catalano tascabile ha scelto di rimanere a Barcellona nonostante abbia ricevuto ripetutamente conferme sul fatto che i culé non puntassero su di lui, tanto con Koeman che con Xavi. Accusato di rubare lo stipendio dai tifosi è diventato un separato in casa, collezionando panchine a profusione e venendo ormai surclassato nelle gerarchie da chiunque passasse in rosa.

Urge cambio di ambiente per recuperare la carriera, anche se le sue caratteristiche peculiari non lo rendono facile da collocare.

VOTO: 4

Mitchel Bakker

Dato in predicato di accasarsi a Torino, grazie ai buoni uffici del compianto Mino Raiola, in realtà il terzino mancino olandese è finito al Leverkusen a portare solidità in una squadra dall’altissimo tasso tecnico.

L’inserimento è stato senza dubbio positivo, anche se qualche gara di troppo è stata saltata a causa di un infortunio piuttosto pesante alla caviglia.

Conferma lo status di comprimario prezioso, affidabile e professionale.

Non diventerà mai Marcelo, ma può dire la sua in ogni rosa europea.

VOTO: 8

Jeremy Doku

Stagione da incubo per il folletto del Rennes. Tormentato dagli infortuni non ha praticamente partecipato all’annata 21/22, a causa di molteplici problemi.

Se la kermesse europea aveva acceso l’interesse di molti club, la fragilità dimostrata ha fatto affiorare diversi dubbi, pur a fronte di qualità importanti.

L’annata a venire sarà uno spartiacque importante per la sua carriera.

VOTO: S.V.

Christopher Baumgartner

L’Hoffenheim si conferma una solida realtà di centro classifica anche quest’anno un po’ per merito pure del tuttofare di Horn, anche se da marzo in poi la squadra è stata un pianto.

L’austriaco però si conferma elemento versatile e con un discreto numero di gol nei piedi, meno produttivo in zona assist anche a causa dell’exploit di Raum.

Resta l’impressione che la metà classifica sia bene o male la sua dimensione, magari con qualche picco di rendimento che lo porti a fare una comparsata nelle coppe europee. Peccato perché messo nel sistema corretto potrebbe rappresentare un elemento di grande interesse, grazie a dinamismo ed intelligenza.

VOTO: 7

Ilya Zabarnyi

Poco da dire sul mastodontico centrale ucraino dopo la tragedia che sta colpendo il suo popolo.

Qualunque considerazione sul calcio giocato pare frivola, ma non possiamo esimerci.

Finché è sceso in campo Zabarnyi ha confermato quanto di buono e meno buono fatto vedere lo scorso anno.

Difensore forse troppo vecchio stile per potersi imporre ad alti livelli può diventare un solidissimo stopper di mestiere e forza.

VOTO: S.V.

Cristian Casseres Jr

A New York ormai il calcio è di casa e Cristian sembra vestire la maglia dei RedBull come una seconda pelle, interpretando al meglio lo stile moderno e dinamico della franchigia del Toro Rosso.

Onestamente credo possieda le qualità per il salto in Europa, ma l’impressione personale è che adori la dimensione a stelle e strisce, che calza con le sue qualità e gli garantisce un buon livello professionale. Eccellente per giocatore di contorno, duttile e di buon carattere. Alle giuste cifre può essere un affare per molti, sempre che voglia lasciare la Grande Mela.

VOTO: 6.5

Piero Hincapiè

Senza dubbio una delle migliori acquisizioni della stagione.

Sbarcato a Leverkusen per soli 6.35 milioni ha avuto bisogno di un po’ di ambientamento, ma una volta presa confidenza con l’ambiente si è rivelato fra i giovani centrali più interessanti del panorama europeo, pur se talvolta schierato come terzino sinistro. Grazie a qualità fisiche e tecniche evidenti si è preso un discreto spazio anche nelle cronache di mercato che lo vedono già in procinto di salutare la BayArena.

Personalmente opterei per un altro anno con le Aspirine prima di un altro salto, ma resta un profilo di assoluto interesse.

VOTO: 9

Owen Wijndal

Il terzino dell’AZ, a lungo accostato ai colori bianconeri pare in predicato di vestire la maglia dei lanceri di Amsterdam.

Terzino di buona tecnica e predisposizione offensiva, ha distribuito ben dieci assist in stagione, nonostante l’annata non troppo positiva del club di Alkmaar, confermando l’impressione che aveva regalato in precedenza.

Costante ed affidabile nello svolgere i compiti di distribuzione e creazione richiesti, può sistemare un poco il bagaglio tecnico difensivo, ma resta un profilo su cui puntare nella prossima sessione di mercato, visto il prezzo di saldo di cui si mormora (10 milioni di euro).

VOTO: 8.5

Samuele Ricci

Stagione strana quella del centrocampista toscano. Partito alla grande in maglia Empoli, dimostrando di essere un calciatore su cui puntare per il futuro anche della nazionale, ha scelto in inverno di salutare tutti per accasarsi un po’ a sorpresa al Torino, a dispetto degli interessamenti di diverse big del campionato italiano.

Sotto la guida di Juric ha avuto bisogno di un po’ di adattamento, ma alla distanza è cresciuto, al contrario della sua ex squadra afflosciatasi dopo il suo addio.

Molta curiosità per la sua prossima annata, dove sarà chiamato a prendere le chiavi della mediana granata.

VOTO: 7

Jonas Wind

Al Wolfsburg ha dovuto riempire il vuoto fisico e tecnico lasciato dal colosso olandese Weghorst, lasciando il

Copenhagen con il titolo danese in vista.

Ha sofferto in parte l’innalzamento del livello del contesto, pagando dazio sopratutto dal punto di vista realizzativo (5 reti in 14 presenze), ma è sempre sembrato a proprio agio in campo, confermando la sua utilità anche lontano dalla porta.

Senza dubbio i primi sei mesi con i Lupi sono da considerarsi una ottima base da cui crescere.

VOTO: 7.5

Mohammed Ihattaren

Annata che peggiore non poteva essere.

Arrivato a Torino e girato alla Sampdoria in prestito non si è praticamente mai visto, nonostante in molti si attendessero dei colpi da fenomeno potenziale quale è.

Tuttavia se la testa non è sul pezzo, puoi avere anche i piedi da fenomeno, ma non serviranno.

Dopo sei mesi in Italia Momo molla tutto senza preavviso e sparisce per qualche giorno, mandando su tutte le furie la Doria. Riappare a Utrecht, casa sua, lanciando accuse sulla società genovese e esprimendo il desiderio di tornare in Olanda.

Viene accontentato e passa la ultima parte di stagione nello Jong Ajax, con qualche lampo di classe.

Investimento da 5 milioni di euro per la Vecchia Signora che pare essere un flop. Il ragazzo possiede un grande talento, ma mentalmente non pare adatto al professionismo. Ma magari ci stupirà?

VOTO: 3

Hector Martínez

Il solido centrale argentino paraguaiano continua a dimostrare di valere i massimi livelli del futbol latinoamericano.

Dopo qualche abboccamento con l’Europa pare essersi stabilizzato in maglia River Plate, pretoriano di Marcelo Gallardo.

Improbabile a stretto giro di posta una sua esperienza nel Vecchio Continente, ma il futuro sa essere bizzarro.

Resta elemento di grande qualità che sta facendo benissimo con la Banda, potrebbe comodamente dire la sua in una compagine con ambizioni di medio alta classifica.

VOTO: 8

Isak Bergmann Johannsson

L’islandese con la faccia da bambino forse si aspettava un po’ di più spazio in maglia Copenhagen, ma la necessità di risultati immediati ne ha limitato il minutaggio.

Poco male perché Isak mette comunque il suo sigillo sul titolo nazionale grazie ad una doppietta decisiva contro il Silkeborg che tiene avanti i biancoblu rispetto al Midtjylland.

L’impressione è che la prossima stagione sarà quella consacrazione per il genietto ex Norrkoping, in passato molto vicino alla Juventus prima che il club optasse per Ihattaren. Decisione di cui credo saremo chiamati a pentirci, a mio modesto avviso.

VOTO: 6.5

Terem Moffi

Les Merlus puntavano a salvarsi in questa stagione e la salvezza è arrivata. Tuttavia è lecito immaginare che per Terem Moffi la soddisfazione sia stata contenuta. Dopo un anno e mezzo di ascesa verticale, dalla Nigeria alla Lituania, poi Belgio ed infine Ligue1 il centravanti ha vissuto una annata a corrente alternata, raccogliendo 8 centri in 32 presenze.

Certo i 4 assist sono una gradita novità, sintomo di crescita tecnica e approccio collettivo, ma qualcosa in più era lecito aspettarsi. Resta comunque una annata sufficiente.

VOTO: 6.5

Ivan Ilic

L’Hellas Verona di Tudor è stato una delle sorprese migliori della Serie A, ma Ilic non ha rubato l’occhio come forse si poteva immaginare ad inizio anno.

Non che non si sia dimostrato all’altezza, anzi, ma è lecito affermare che la stagione di alcuni compagni di reparto (Tameze e Miguel Veloso) offusca sicuramente il lavoro svolto da Ivan, relegato ad un ruolo di eminenza grigia meno appariscente.

Parliamo comunque di un ragazzo che ha dimostrato di valere tranquillamente una compagine di medio alto livello in massima categoria, per mezzi tecnici e atteggiamento.

Non è un campione in senso lato, ma a 21 anni ha ancora spazio di crescita e sviluppo tali da poter diventare un ottimo elemento per molti club di alto profilo.

VOTO: 7

Lorenzo Lucca

Sarà che quello che segnano fanno sempre più rumore, ma poche volte ho visto un hype come quello cresciuto attorno al giraffesco centravanti pisano a inizio autunno.

Due metri abbondanti di cristiano, piedi piuttosto educati e senso del gol, abbiamo vissuto due/tre settimane in cui pareva non si potesse più giocare a calcio senza il nativo di Montevarchi.

Infuriavano richieste di dimissioni per tutti quelli che non lo avevano ancora comprato, tifosi snobbavano Haaland, Vlahovic o Darwin Nuñez per il 9 pisano.

Poi tutto si è sgonfiato come un temporale estivo. Lucca non ne mette più mezza, i sei gol di novembre sono ancora quelli, e diventa quasi un peso per lo stesso Pisa che attende la finale di ritorno dei Playoff di Serie B.

A livello tecnico il digiuno del nove nerazzurro è abbastanza inspiegabile, viste le qualità evidenti messe in mostra. Purtroppo però capitano nello sviluppo momenti complessi, segnati dalla stagnazione e dalla sensazione di non avanzare. La cosa positiva è che difficilmente la prossima stagione potrà rivelarsi più deludente di questa permettendo al ragazzo di poter lavorare a fari spenti, lontano dalle isterie collettive di ricerca del prossimo ariete azzurro.

VOTO: 4

Ricardo Pepi

Il texano di El Paso è un altro elemento promettente della generazione che promette di piazzare in maniera pesante il team USA sulla mappa del calcio internazionale.

Feroce cannoniere non ci ha messo molto ad attirare interessi dall’estero, finendo un po’ a sorpresa all’Ausburg a gennaio per una cifra considerevole.

Certo dopo i 13 centri in 24 gare in MLS ci si aspettava quantomeno un golletto in Bundesliga, ma siamo ancora in attesa anche perché il suo impiego è stato limitato come minutaggio.

Potremo quasi definirlo un semestre di avvicinamento all’Europa.

Cifre a parte resta un diciannovenne di ottime prospettive e c’è molta curiosità per la prossima annata.

VOTO: 6.5

Vanderson

Il laterale destro verdeoro che mi ha rubato il cuore ha abbandonato la barca Gremio che stava affondando in seconda categoria per sbarcare nel Principato.

Monaco è una realtà con una ottima tradizione, un ambiente funzionale e discretamente competitivo, ottimo per crescere e sviluppare giocatori.

L’impatto con la nuova realtà infatti è stato piuttosto positivo, pur con qualche passaggio a vuoto, con lo sfizio di andare due volte sul tabellino dei marcatori.

Mister Clement lo ha schierato talvolta anche da esterno alto per sfruttarne al meglio la propensione offensiva, ma ci sono giornate in cui è sembrato in grado anche di fare il portiere, come contro il Rennes, mentre altre in cui non sembrava in grado di fare nemmeno il portiere d’albergo, come contro il Metz.

Resta un profilo da tenere caldamente sotto osservazione.

VOTO: 8

Kamaldeen Sulemana

Non una annata spettacolare per l’ex Nordsjælland.

Prelevato per 15 milioni dal Rennes, investito della numero 10 e contornato da molte aspettative l’esterno ghanese non può dire di averle soddisfatte.

Ci sono stati lampi di grande classe, ma pure lunghe pause, favorite da un infortunio alla schiena che lo ha tenuto ai box per 13 gare, oltre alla Coppa d’Africa dove ha profondamente deluso.

Se vogliamo essere ottimisti si può parlare di una stagione di crescita personale, di prendere maggiore responsabilità per un ragazzo comunque classe 2002 e che ha dimostrato di essere ancora piuttosto acerbo, ma senza dubbio anche molto talentuoso.

VOTO: 5

Nicolás Domínguez

Bologna vivacchia ormai da qualche anno a metà classifica, i giovani calciatori arrivano e possono crescere sotto la guida di un tecnico esperto e carismatico come Sinisa Mihajlovic. Tuttavia questa oasi di relax rossoblu è un po’ una gabbia dorata.

Giochi, ma sembra tutto senza grande senso, senza obiettivi se non una salvezza tranquilla senza fastidì.

Forse la pressione, l’obbligo di portare a casa risultati non è sempre e solo un qualcosa di negativo, ma anzi rappresenta uno stimolo importante, magari fondamentale.

Ragazzi come Hickey, Theate, Barrow, Orsolini e sopratutto Nico Dominguez sembrano avere necessità assoluta di giocare per un obiettivo, per vincere qualcosa.

Dominguez in particolare ha vissuto una annata discreta, ma preoccupantemente incolore. A mio modesto avviso urge un cambio di casacca per fomentare maggiori ambizioni.

VOTO: 6

Luis Maximiano

La retrocessione del Granada ha molti responsabili, ma di certo non il portiere lusitano, fra i migliori interpreti del ruolo in stagione.

Preciso, sicuro, ottimo para rigori (2/7), insomma nonostante la perdita della categoria Maximiano non può che guardare a questa annata con una certa soddisfazione.

Il futuro potrà essere nella città andalusa o altrove, ma è chiaro a chiunque che le sue qualità sono notevoli.

VOTO: 8

Conor Gallagher

Un finale di stagione in evidente debito d’ossigeno non cancella quanto fatto in precedenza.

Se il Crystal Palace si è tenuto alla larga dalla lotta salvezza ed ha flirtato anche con la possibilità di andare in Europa molto passa dai piedi di Conor Gallagher.

8 reti e 3 assist, energia, dinamismo e tanta voglia di essere protagonista, una mezzala di altissimo profilo che si è dimostrata tale per tutto l’anno.

Se ne parlava in ottica Juventus, ma dubito che i Blues si lascino sfuggire questa gemma.

VOTO: 9

Matias Soulè

La speranza del vivaio bianconero non ha trovato tanto spazio in prima squadra, ma fra U23 e spezzoni vari ha già fatto vedere di possedere qualità e colpi notevoli.

Certamente siamo ancora lontani da un calciatore “vero”, ma la stoffa c’è tutta.

Servirà dedizione, lavoro e un po’ di fortuna, ma credo che già dalla prossima stagione il figlio di Nestor possa iniziare ad entrare nelle rotazioni di mister Allegri, portando estro, creatività e fantasia.

VOTO: 7

Borna Sosa

Non è stata una stagione positiva per lo Stoccarda, salvatosi solo per la differenza reti dallo spareggio per non retrocedere in Zweite Liga.

Fra le pesanti attenuanti però c’è una serie di infortuni praticamente infinita che ha coinvolto pressoché ogni reparto. Da Kalajdzic, passando per Mvumpa fino a Borna Sosa, tutti gli uomini chiave della squadra biancorossa hanno passato in infermeria una buona fetta di stagione.

Il terzino croato nonostante qualche piccolo acciacco nella fase centrale della stagione si è dimostrato fra i più solidi del gruppo, con 28 presenze caratterizzate da una rete e 8 assist. Notevole il numero degli assist considerando le lunghe assenze degli attaccanti destinati a convertire in rete i cross del biondo croato.

A livello tecnico è chiaro che il ragazzo è oramai una garanzia. Offre un lavoro difensivo sufficiente, buona corsa, ma sopratutto un piede educato e abile sui calci da fermo, un bagaglio tecnico interessante anche per realtà con ambizioni maggiori.

Forse è tempo di salutare gli Schwaben?

VOTO: 7.5

Karim Adeyemi

Quei diavoli della RedBull lo hanno fatto di nuovo. Dopo Haaland, Daka ed in attesa di Sesko e Roko Simic ecco l’ennesimo gioiello che lascia il Tirolo per una buona dose di milioni, accompagnato da Aaronson (Leeds United).

La punta tedesca vestirà infatti il giallonero del Borussia Dortmund, per sostituire proprio Erling Haaland, in un domino di punte fenomenale.

I dieci milioni versati dal Salisburgo all’Unterhaching sono triplicati in soli quattro anni ed i motivi sono sotto gli occhi di tutti.

Adeyemi ha tecnica, istinto e attitudine tali che sembra un acquisto a colpo sicuro per il BVB, forte di 22 marcature stagionali far campionato e coppa, difficile pensare ad un ambiente migliore di Dortmund per lui.

VOTO: 8.5

Boubacar Kamara

Il figlio prediletto del Velodrome saluterà la città e prenderà casa a Birmingham dove, oltre ai Peaky Blinders, ha sede l’Aston Villa.

Non voglio mancare di rispetto ai claret and blue, ma la sensazione è che Boubacar potesse ambire a qualcosa di più.

L’ormai ex numero 4 dell’OM infatti si è dimostrato un elemento prezioso per solidità, leadership, versatilità e qualità, tanto che si parlava di lui in prospettiva top club internazionali, come Juventus, Atletico Madrid e Liverpool.

Evidentemente ci sarà tempo in futuro per queste ambizioni.

Per ora Kamara si tiene stretto la buonissima stagione da perno del suo Marsiglia, da vero capitano ed uomo ovunque.

VOTO: 9

Martin Ojeda

El Tincho ha confermato in toto le ottime impressioni avute.

Anima e cuore del Tomba, viaggia a 1G+A/90 minuti, numeri importanti considerando anche il tonnellaggio esiguo del club mendocino.

Sarebbe interessante metterlo alla prova in un contesto più esigente, magari in Europa per testare realmente cose può fare il ragazzo di Gualeguaychú.

Per ora continua ad inventare ed incantare per i Bodegueros, fra un dribbling ed un taglio sul secondo palo.

VOTO: 7.5

Nico Schlotterbeck

Altro promesso sposo del Borussia Dortmund ha vissuto una annata che potrei definire come titanica.

Roccia difensiva su cui si è poggiato il miracolo Friburgo, ha dominato praticamente contro chiunque, Haaland compreso.

Difensore completo, duro, fisico, ma anche tecnicamente educato e attento nella gestione tattica, Nico è senza dubbio uno dei profili più sorprendenti del 2022.

Porta i suoi in Europa League è ad una lotteria di rigori dalla DFB Pokal, lasciando un vuoto difficile da colmare.

A Dortmund può diventare uno dei migliori del suo ruolo in tutto il continente.

VOTO: 10

Pedro Porro

Non è riuscito il bis ai Leoes di Lisbona, ma il laterale destro spagnolo ha confermato in parte quanto mostrato nella stagione precedente.

Qualche infortunio di troppo lo ha tenuto ai box nella parte centrale della stagione e quando è tornato in campo il Porto aveva già preso il largo.

Ha comunque distribuito assist, trovato la rete e fatto brillare un repertorio da terzino di grande propensione offensiva, degno di un top club.

Dopo l’annata della conferma e con il mondiale alle porte è curioso capire cosa sceglierà per il suo futuro.

VOTO: 8

Josip Šutalo

Altro calciatore di livello che è uscito dal vivaio dei Blue Boys di Zagabria.

Il centrale è ormai fuori scala per il calcio locale, dominando su entrambe le metà del campo per tutta la stagione, ma ha dimostrato ottime qualità anche in Europa League, nonostante l’eliminazione ai gironi della Dinamo.

Quest’estate sarà quella del salto in uno dei big5, dove potrà crescere e sviluppare il suo gioco dopo aver ampiamente confermato le sue qualità in patria.

VOTO: 8.5

Arthur Cabral

Dopo una esperienza estremamente positiva in Svizzera condita da valanghe di gol e un dominio assoluto della nazione elvetica il brasiliano ha varcato le Alpi per raccogliere la pesante eredità di Dusan Vlahovic sulle rive dell’Arno.

Non sono stati sei mesi semplici a Firenze, con un fisiologico ambientamento che ha indispettito gli esigenti tifosi toscani, forse irritati dal carattere pacioccone fuori dal campo.

Sul rettangolo verde Arthur ha registrato due reti e due assist in quattordici presenze, score poco soddisfacente, ma è corretto pensare che questi primi mesi in maglia Viola siano una specie di preludio alla prossima stagione, dove ci attendiamo un Cabral più incisivo e con numeri più vicini a quelli della sua esperienza con il Basilea.

VOTO: 6.5

Kouadio Konè

Non possiamo dire che la stagione dei Fohlen sia stata particolarmente memorabile, ma se qualcosa si può riscattare da questo 21/22 a Moenchengladbach è proprio l’acquisto del centrocampista francese.

Acquistato a gennaio 2021 e lasciato sei mesi a Tolosa, Manu non ci ha messo molto a conquistare la titolarità nella mediana, grazie ad un bagaglio tecnico più che interessante e ad una fisicità straripante.

Carrilero, mediano a schermo della difesa, playmaker o box to box. Sono molteplici i compiti svolti dal ragazzo di Colombes in questa stagione, con buonissimi risultati, pur con più di qualche pausa qua e là.

Le voci di mercato che lo accostano a club come la nostra Juventus testimoniano che il profilo è di livello, in grado di crescere e imporsi anche con casacche pesanti addosso.

VOTO: 8

Orkun Kökcü

Una mezzala con spiccate tendenze offensive, tiro da fuori e abitudine all’aggressione. Kokcu è figlio dell’Olanda e del calcio locale, pur avendo scelto nei vestire la maglia della Turchia, per cui non è una sorpresa vedere un centrocampista andare vicino alla doppia cifra stagionale di gol ed assist.

La sua è stata una annata di conferma e scoperta, da un lato ripetendo alcune cose del passato, mentre dall’altro protagonista di una crescita notevole per prestazioni e attitudine.

Spiace per la sconfitta in finale di Conference League contro la Roma, dove ha giocato piuttosto bene, colpendo pure un legno.

Ad ogni modo un calciatore che si conferma di potenziale enorme richiamo, per caratteristiche tecniche e tattiche.

VOTO: 8.5

Liel Abada

L’ala israeliana tascabile ha chiuso boccheggiando la stagione, in modo molto diverso rispetto ai mesi precedenti.

I numeri nel complesso sono più che buono, ma è innegabile che fisicamente da marzo in poi Abada ha iniziato a pagare dazio.

Protagonista del titolo nazionale dei Bhoys si è fatto apprezzare da subito dall’ambiente per energia, qualità e sopratutto per la gara di inizio febbraio in cui ha fatto a pezzi i Rangers in solitaria.

In prospettiva sussistono i dubbi sulla sua fisicità, su una incapacità di dare continuità alle buone prestazioni ed in generale l’impressione che ad altissimo livello sia sottodimensionato.

Liel però non lo sa e intanto continua a giocare e ad esultare sotto la curva del Park.

VOTO: 7.5

Brenden Aaronson

Lo strano surfista di Philadelphia sta già impacchettando i bagagli e lascia le Alpi di Salisburgo per prendere casa in quel delle Midlands a Leeds.

Matrimonio strano, che arriva dopo una stagione in cui Brenden sembra aver mostrato a metà il suo talento, con la brutta sensazione di aver giocato un po’ col freno a mano tirato.

Non si discute la creatività ed il talento, ma nonostante il solito double vinto in carrozza, se quest’anno il RedBull è sembrato meno dominante del solito i perché passano anche dai suoi piedi.

Molte pause, fisiche e mentali, poca concretezza e la sensazione che il killer instinct sia tutto da costruire.

A Leeds, terra di proletari e gente concreta, servirà maggiore durezza mentale per entrare nelle grazie della tifoseria, ma sopratutto per non finire tritati dai ritmi della Premier League.

VOTO: 6.5

Stefano Follador

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